Francesco Di Gennaro
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Calcio

L'erede del "Re": intervista a Francesco Di Gennaro

La voce del bomber raccolta a pochi minuti dal match contro il Napoli

Per reggere un'eredità importante come quella lasciata in dote da "Re" Riccardo Innocenti serviva un centravanti dalle spalle larghe e dal gol facile: doti che certo non mancano a Francesco Di Gennaro, titolare della maglia numero 9 e pedina di indiscusso valore tecnico e tattico nello scacchiere che mister Marco Cari sta allestendo. Il bomber è arrivato nella Città della Disfida voglioso di riscattare l'opaca annata trascorsa a Lanciano, e sin dai primi giorni nel ritiro di Rumo, pur non essendo comprensibilmente al massimo della forma, ha messo in campo grinta, orgoglio e voglia di vincere, mettendo anche a segno il primo centro in maglia biancorossa contro il Montichiari. La redazione di Barlettalife oggi ha raggiunto telefonicamente il calciatore nel ritiro trentino intorno alle 14, nella pausa-pranzo precedente la partita contro il Napoli, per fare il quadro sulla sua prima settimana in biancorosso e parlare dell'attesa per l'amichevole di lusso in programma alle 16:30 di oggi a Dimaro (TN):

Francesco Di Gennaro, a che punto è il suo stato di forma?
«Sono un po' indietro rispetto al resto del gruppo, ma sto lavorando duramente e con molta determinazione per mettermi al passo con i compagni».

Con quali motivazioni è arrivato a Barletta? Quando ha deciso di sposare la causa biancorossa?
«L'ho deciso intorno a metà luglio, appena mi hanno chiamato ho detto sì, ci è voluto poco per convincermi. Ho trovato una società seria, e questo è bastato a farmi dire di sì.

Torna dopo 2 anni in Puglia, l'ultima esperienza a Gallipoli dove aveva realizzato 30 reti in 2 anni e mezzo. Che l'aria del tacco d'Italia le faccia bene?
«I gol sono una conseguenza di tanti fattori: il gioco di squadra, il clima nel gruppo, il modo in cui ti alleni…Sono belle zone, ma non sono venuto solo per l'ambiente: sono venuto per far bene a Barletta e per il Barletta».

Lei era stato sul punto di raggiungere mister Cari già a gennaio. Per quali motivi il trasferimento non si concretizzò?

«L'anno scorso avevo deciso che non mi sarei mai mosso perché avevo dato la parola alla dirigenza del Lanciano, e quando do la mia parola a una persona quella rimane. Per questo non mi sono mosso dall'Abruzzo»

Solo 6 centri in 29 partite nella scorsa stagione. Cosa non ha funzionato con la Virtus Lanciano?

«Mi assumo tutte le colpe per le mie prestazioni mediocri: potevo dare molto di più, ora a Barletta ne ho l'occasione visto i grandi giocatori che mi affiancheranno e le opportunità da rete che potranno fornirmi».

Ha giocato un anno e mezzo a Verona, quindi non teme le tifoserie "calde". Sa che sarà complicato non far rimpiangere Riccardo Innocenti ai supporters biancorossi? E' pronto a questa sfida?

«Conosco bene Riccardo, lo stimo molto come calciatore e come persona. Io assicuro il massimo impegno all'ambiente di Barletta, e spero che con l'impegno e il gioco di squadra arrivino anche tante reti e soddisfazioni».

Che Barletta sta prendendo forma in questi primi giorni di ritiro?
«E' un ottimo Barletta, con giocatori di qualità: è fondamentale creare il gruppo, lo spogliatoio, il che permette di creare una squadra che possa andare avanti. In quest'ottica stiamo lavorando bene».

Dove può arrivare questo Barletta?
«L'esperienza accumulata negli anni mi porta a volare sempre basso. Io penso a giocare domenica dopo domenica, si dice che vincere aiuti a vincere: è questa la strada da seguire».

Quanta soddisfazione c'è per il pareggio di due giorni fa contro il Padova?

« Certo, ci ha fatto piacere il risultato ottenuto contro un avversario di serie B, ma quello che più conta ora, oltre al risultato, è che nessuno si faccia male e che tutti acquisiamo il ritmo-partita, mettendo minuti nelle gambe».

E quanta attesa c'è in lei, napoletano di nascita, per la partita che giocherete tra due ore e mezza (pochi minuti per chi legge, ndr) contro la squadra della sua città?
«E' una situazione particolare, che forse capita solo una volta in carriera. Ci godremo ogni minuto di questa partita, vivendola come un allenamento "particolare". Personalmente ne farò tesoro per recuperare la condizione alla pari dei compagni».

Lei e Franchini eravate stati accostati a più riprese al Taranto, ma avete preferito entrambi Barletta. Avete mai parlato di questa curiosa situazione?
«Onestamente non ne abbiamo parlato, se abbiamo scelto così avremo motivazioni differenti alla base delle nostre scelte. Di certo c'è che siamo davvero molto contenti di essere qui».

Con quale dei compagni in rosa ha stretto un buon rapporto?
«Con il gruppo dei napoletani (Mazzeo, Schetter, Sicignano, Pane, Tesoniero, ndr) vado molto d'accordo. Anche con il resto dei giocatori in rosa, vedi Simone Guerri o altri, mi trovo bene. Devo solo conoscere meglio qualche giovane, ma il rapporto è già buono con tutti».

Si vocifera dell'arrivo in maglia biancorossa di Gennaro Delvecchio. Quanto servirebbe alla causa la sua esperienza?

«Se Delvecchio arriva con la giusta mentalità, ci permette di fare un grosso salto di qualità. Certo, potrebbe essere una voce di mercato che lascia il tempo che trova, ma se arrivasse sarebbe davvero un grandissimo colpo».

Cosa serve al Barletta per completare la rosa?

« Queste sono opinioni che spettano ad allenatore e direttore sportivo. Posso solo dire che numericamente siamo carenti in difesa, ma sono certo che a breve la società interverrà sul mercato».

Cosa si sente di promettere ai tifosi biancorossi?
« Prometto il massimo impegno da parte del sottoscritto e tutta la squadra. Poi le partite di campionato in Prima Divisione sono un vero terno al lotto: quello che conta è dare l'anima in campo, solo così i risultati ci daranno ragione»

Ci saluta con un pronostico sul risultato di Napoli-Barletta?
«Vincerà il Napoli, poco ma sicuro, ma noi faremo sicuramente una gran bella figura. Questo è certo».

Al campo la sentenza finale, tra pochi minuti...
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