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Calcio

Calcio, il punto dopo Barletta-Benevento

Resta l'amaro in bocca per il pareggio di ieri

E siamo a quattro. Quattro come i pareggi consecutivi rimediati dal Barletta in campionato, un campionato che nella sua dodicesima giornata ha lasciato l'amaro in bocca ai ragazzi di Sciannimanico per via dei risultati ottenuti dalle dirette concorrenti del Barletta nella corsa-salvezza: la vittoria del Foligno, prossimo avversario, allo "Iacovone" di Taranto, i successi della Ternana contro la Juve Stabia e del risorto Siracusa contro il Gela. A nulla è valso l'utilizzo della seconda delle otto giornate "bonus" messe a disposizione dalla Lega Pro in campionato per guadagnare i contributi.
Nella partita disputatasi ieri al "Puttilli" i ragazzi di Sciannimanico hanno tenuto testa a un avversario quotato come il Benevento, che aveva impostato una partita d'attesa per poi colpire in contropiede con i rapidi Joelson e Zito a ispirare il gigante Evacuo. Piani subito sconvolti dalla rete messa a segno da Infantino dopo 3 minuti, che aveva messo la gara in discesa per il Barletta. A far calare il gelo sui tifosi biancorossi ha provveduto Evacuo con un'incornata alla mezzora della prima frazione. L'1 a 1 potrebbe trarre in inganno i critici, considerata la buona prova della compagine barlettana. Andiamola ad analizzare reparto per reparto:

La difesa
La presenza di Giuseppe Di Masi, all'esordio casalingo in questo campionato, dà maggiore sicurezza a tutti: linea arretrata e tifoseria. Incolpevole sulla rete dei sanniti, il "rosso" portiere barlettano si è reso protagonista di un paio di interventi decisivi sull'uno a zero, confermando la sua importanza nel reparto. Bene come coppia centrale Ischia-Lucioni, bravi a scambiarsi in marcatura su Evacuo, sono apparsi poco lucidi in fase di spinta gli esterni. Galeoto ha sofferto la creatività di Zito, mentre Frezza, pur avendo molto spazio a disposizione stante la presenza di Joelson dalle sue parti, è arrivato poche volte al cross. Resta l'impressione di un reparto in notevole crescita, nonostante l'assenza di capitan Anselmi.

Il centrocampo
Ottimo Rajcic, vero e proprio signore del centrocampo, come hanno testimoniato i copiosi applausi ricevuti dal pubblico del Puttilli alla sua uscita dal campo. Menicozzo ha offerto la solita prova concreta, badando al sodo e alla marcatura del trequartista campano Vacca. Il capitano (per l'occasione) ha pagato sul piano dell'agonismo l'ammonizione rimediata in avvio di gara dal fiscale Gavillucci di Latina. In leggero calo Guerri, prezioso però sul piano tattico. I suoi movimenti ad allargare il gioco a destra, in corrispondenza dell'abbassamento di Bellomo sulla fascia sinistra, hanno spesso dato vita a un 4-4-2 che ha chiuso gli spazi agli attacchi del Benevento, garantendo efficaci ripartenze. Tardivo l'innesto di D'Allocco, che sarebbe potuto entrare prima a dare freschezza agli attacchi biancorossi.

L'attacco
L'affiancamento di Infantino a Margiotta è stato efficace: oltre al gol, il bomber di Tolve ha conferito maggior peso alle avanzate biancorosse, in particolare nella prima frazione, dando anche maggiori spazi alle giocate del "puntero", più a suo agio con un'altra punta di ruolo al suo fianco. Discreta la prestazione di Nicola Bellomo, molto disciplinato in fase difensiva, meno brillante del solito nell'ultimo passaggio. Poco comprensibile l'inserimento di Carbonaro nel finale. Sarebbe forse stato più redditizio l'innesto di uno Shiba in gran forma nelle ultime apparizioni.

L'impressione generale destata ieri è quella di una squadra in crescita, che deve però diventare più concreta, "cattiva" se vuole guadagnare la salvezza. Emblematici gli ultimi venti minuti della partita di ieri, quando l'espulsione di Landaida e la conseguente superiorità numerica hanno quasi frenato gli attacchi del Barletta. Un ruolo di indubbio peso l'ha giocato anche la cattiva sorte, con i due pali colpiti da Margiotta e Bellomo, rispettivamente i legni numero 9 e 10 dopo appena 12 turni di campionato. Domenica prossima si riparte da Foligno, contro una squadra, quella di Matrecano, che gioca un buon calcio, ma che appare alla portata dei biancorossi.
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