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Calcio
Barletta: tanti attaccanti, poche idee.
Il ko con la Scafatese come perfetta copia carbone di quello di Giugliano. Non può più essere un caso.
Barletta - domenica 25 ottobre 2026
Male, molto male. Il peggior Barletta della stagione si arrende non tanto di fronte a una Scafatese che, al netto di oltre metà tempo disputato in inferiorità numerica, ci è parsa nell'occasione squadra decisamente più alla portata di quanto non lasciasse trasparire il sin qui più che positivo rendimento in campionato, ma si arrende a quei difetti di fabbrica che da Giugliano in poi ci sembrano del tutto evidenti, soprattutto quando è costretto a "fare la partita".
Tutto questo in quel di Agropoli ha fatto sì che la sciocchezza con la quale Toscano poco prima dell'intervallo ha lasciato in dieci i gialloblu padroni di casa, si è rivelata alla prova dei fatti del tutto indolore di fronte a un Barletta assolutamente incapace di graffiare in avanti, come ampiamente testimoniato dal numero di parate, in quasi cento minuti di gioco, del portiere della Scafatese: cioè zero.
Un Barletta che con un uomo in più, due esterni offensivi e tre punte centrali ha impensierito la Scafatese soltanto in occasione del colpo di testa sul primo palo di Ferrante, terminato di poco a lato.
Per il resto nulla, niente, zero. È stata anzi la Scafatese a divorarsi la rete del 2-0 con capitan Volpicelli, che scattato su un lancio dalle retrovie in sospetta posizione di fuorigioco, tutto solo davanti a Figliola ha calciato malamente lontano dai pali della porta barlettana.
Nei precedenti due paragrafi è racchiuso in pratica l'intero secondo tempo del Barletta, mentre nella prima frazione, quando ancora c'era la parità numerica, dopo un discreto avvio di gara quanto meno dal punto di vista della personalità, in una partita che a ben guardare aveva tutte le fattezze del classico zero azero della Serie C di una volta, e tutto questo nonostante una Scafatese apparsa tutt'altro che ingiocabile, avesse pian piano iniziato a guadagnare qualche metro, con il gol di Brunet che è arrivato in circostanze più o meno fortuite, ma che proprio per questo motivo il Barletta, in undici contro dieci, aveva il dovere quantomeno di pareggiare, anzichè offrire la copia sputata e ancor più sbiadita della partita di Giugliano, con in più l'aggravante della superiorità numerica.
Poco o nulla da salvare quindi, se non almeno una sufficiente tenuta difensiva. Male invece il centrocampo con Voca e Djankpata, e giusto un pelino meglio, ma nulla di irresistibile, con l'ingresso di Franco.
Note ancora più dolenti arrivano invece dall'attacco, dove nonostante le tre punte e i due esterni offensivi è parsa del tutto evidente una vera e propria voragine sulla trequarti per vie centrali, di certo non giustificabile soltanto con l'assenza di Partipilo.
Male Da Silva, che non è mai riuscito a trovare la giusta posizione, con gli avversari di turno ormai prontissimi a raddoppiare sul suo piede destro ogni qualvolta egli prova a girarsi.
Alexis Ferrante ci sembra ancora ben lontano dalla condizione pre infortunio, così come Fabio Laringe è stato ben controllato da Guerra.
Troppo acerbi per una categoria che i socialisti di una volta avrebbero definito "sangue e m…." ci sono infine sembrati al momento i nuovi entrati Distratto e Della Rocca, con tutto questo che al momento altro non vuol dire, se non che la coperta in casa Barletta è decisamente corta, al netto di quelli che possono essere stati gli errori di un Massimo Paci la cui posizione a questo punto non può che tornare a essere in discussione: it's Football baby.
Tutto questo in quel di Agropoli ha fatto sì che la sciocchezza con la quale Toscano poco prima dell'intervallo ha lasciato in dieci i gialloblu padroni di casa, si è rivelata alla prova dei fatti del tutto indolore di fronte a un Barletta assolutamente incapace di graffiare in avanti, come ampiamente testimoniato dal numero di parate, in quasi cento minuti di gioco, del portiere della Scafatese: cioè zero.
Un Barletta che con un uomo in più, due esterni offensivi e tre punte centrali ha impensierito la Scafatese soltanto in occasione del colpo di testa sul primo palo di Ferrante, terminato di poco a lato.
Per il resto nulla, niente, zero. È stata anzi la Scafatese a divorarsi la rete del 2-0 con capitan Volpicelli, che scattato su un lancio dalle retrovie in sospetta posizione di fuorigioco, tutto solo davanti a Figliola ha calciato malamente lontano dai pali della porta barlettana.
Nei precedenti due paragrafi è racchiuso in pratica l'intero secondo tempo del Barletta, mentre nella prima frazione, quando ancora c'era la parità numerica, dopo un discreto avvio di gara quanto meno dal punto di vista della personalità, in una partita che a ben guardare aveva tutte le fattezze del classico zero azero della Serie C di una volta, e tutto questo nonostante una Scafatese apparsa tutt'altro che ingiocabile, avesse pian piano iniziato a guadagnare qualche metro, con il gol di Brunet che è arrivato in circostanze più o meno fortuite, ma che proprio per questo motivo il Barletta, in undici contro dieci, aveva il dovere quantomeno di pareggiare, anzichè offrire la copia sputata e ancor più sbiadita della partita di Giugliano, con in più l'aggravante della superiorità numerica.
Poco o nulla da salvare quindi, se non almeno una sufficiente tenuta difensiva. Male invece il centrocampo con Voca e Djankpata, e giusto un pelino meglio, ma nulla di irresistibile, con l'ingresso di Franco.
Note ancora più dolenti arrivano invece dall'attacco, dove nonostante le tre punte e i due esterni offensivi è parsa del tutto evidente una vera e propria voragine sulla trequarti per vie centrali, di certo non giustificabile soltanto con l'assenza di Partipilo.
Male Da Silva, che non è mai riuscito a trovare la giusta posizione, con gli avversari di turno ormai prontissimi a raddoppiare sul suo piede destro ogni qualvolta egli prova a girarsi.
Alexis Ferrante ci sembra ancora ben lontano dalla condizione pre infortunio, così come Fabio Laringe è stato ben controllato da Guerra.
Troppo acerbi per una categoria che i socialisti di una volta avrebbero definito "sangue e m…." ci sono infine sembrati al momento i nuovi entrati Distratto e Della Rocca, con tutto questo che al momento altro non vuol dire, se non che la coperta in casa Barletta è decisamente corta, al netto di quelli che possono essere stati gli errori di un Massimo Paci la cui posizione a questo punto non può che tornare a essere in discussione: it's Football baby.
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