Guillaume Legras
Guillaume Legras
Calcio

Barletta, si presenta Legras: «Barletta è un'opportunità importante per me»

Il francese racconta i suoi primi giorni in biancorosso

Erano da poco passate le 23 di lunedì 2 settembre, ultima giornata di calciomercato, i tifosi biancorossi attendevano l'arrivo di tre calciatori dall'ATA Quark Hotel ma fino a quel momento la società biancorossa non aveva prodotto ancora alcun comunicato. A rompere il silenzio, l'annuncio dell'arrivo dal Montpellier di un 23enne centrocampista francese pressochè sconosciuto: Gulliaume Legras. L'ingaggio del solo Legras non ha soddisfatto la tifoseria, ma passato il tempo delle polemiche per i mancati arrivi è giunta l'ora di scendere in campo e ad Ascoli Gulliaume ha fatto il suo esordio giocando 29' nella ripresa e mostrando di avare buone qualità di palleggio e buona tecnica. Adesso per lui è arrivato il momento di presentarsi alla stampa e di raccontare i suoi primi giorni in biancorosso:

Com'è stata l'esperienza alla Reggina?
«Sono qui per parlare del Barletta, la Reggina ormai è acqua passata».

Come stai fisicamente? Pensi di avere i 90' nelle gambe?
«Fisicamente sto bene, ho fatto la preparazione in Francia e sono in grado di fare una partita intera. Ovviamente decide il mister se impiegarmi o meno».

Quale ruolo prediligi?
«Sono un centrocampista e posso giocare in tutti i ruoli in mezzo al campo. Sono a disposizione del mister che sa come mettermi in campo».

Che rapporto hai con il gol?
«Non sono un goleador mi piace di più fare assist e mandare in rete i miei compagni».

Qual è stata l'accoglienza di Barletta, della squadra, della società e staff tecnico?
«L'accoglienza è stata buona, sono contento e sono sorpreso di aver trovato una ambiente così bello. Penso di essere arrivato in un' ottima squadra che potrà fare molto in futuro».

Qual è il tuo modello sul campo?
«Il mio modello è sicuramente Pirlo, ma anche Iniesta o Deschamps sono dei giocatori da me molto ammirati».

Che differenze hai riscontrato rispetto alla Francia in questi primi giorni?
«Penso che in Italia ci sia una grande superiorità tattica rispetto alla Francia. Qui si bada di più al gioco e questa cosa i piace molto. In Francia conta molto di più il fisico e questo per me non è il massimo».

Come giudichi la tua prova ad Ascoli?
«Penso di aver giocato bene e penso che il mio adattamento continuerà al meglio nei prossimi mesi».

Con quale compagno hai legato di più?
«Sto scoprendo man mano la squadra però posso dire che Vincenzo Camilleri è il ragazzo che fin ora mi è stato più vicino. Comunque sia tutta la squadra e la società è stata straordinaria con me».

Cosa ti ha spinto a lasciare la Francia?
«La fiducia del Barletta è stata importante per me. Il modo di giocare in Italia mi piace, vedendo in tv squadre come la Juve mi sono innamorato del calcio italiano».

Adriano Antonucci
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