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Barletta, il punto dopo il pari con la Carrarese

Reparto offensivo poco concreto ma i biancorossi si confermano solidi in difesa

Un pareggio che fa classifica ma che lascia l'amaro in bocca. Si può riassumere in questa semplice frase l'esito della sedicesima giornata di campionato per il Barletta. Perché contro la Carrarese i biancorossi non sfigurano e meritano probabilmente la vittoria ma se da un lato han dovuto fare i conti con uno straordinario Nocchi, dall'altro di dimostrano ancora una volta troppo sterili e sciuponi sotto porta.

Polveri bagnate
Come si diceva in apertura, il Barletta di certo non può cercar colpe nella sua prestazione. Una squadra prevalentemente brevilinea e abile nel giocare palla a terra, come quella biancorossa, trova la sua miglior dimensione in partite giocate a viso aperto e con ampi spazi a disposizione. A conti fatti si può dire, senza paura di essere smentiti, che i ragazzi di Cari non hanno mai smarrito la bussola nelle ultime partite in trasferta (Siracusa compresa) e – se si esclude l'orrido primo tempo di La Spezia – hanno dimostrato di saper sempre tenere in mano il pallino del gioco. A inceppare questo ingranaggio c'è però la ormai conclamata sterilità offensiva, che ha spesso costretto la squadra a lasciare punti per strada nonostante le clamorose occasioni da gol collezionate. Del resto è evidente che se il reparto "punte" totalizza la miseria di due gol in campionato (uno a testa tra Di Gennaro e Infantino) qualcosa debba essere sistemato in sede di calciomercato invernale. Scorrendo la classifica marcatori del girone B si nota infatti come tutte le squadre momentaneamente classificate nei primi 7 piazzamenti possano contare su di un elemento da almeno cinque reti all'attivo e come il Barletta rimanga decisamente al palo con il quarto peggior attacco del torneo in cui solo Mazzeo (4) e Schetter (3) danno segnali di vita.

Difesa ok
Se l'attacco piange, torna a sorridere invece il reparto difensivo. I biancorossi non incassano un gol su azione dal 2-0 di Pepe a Siracusa, per un totale di 287' minuti inframezzati dalla parentesi del rigore di Evacuo a La Spezia. Merito, oltre che della incontrastata leadership di un colosso come Mengoni, anche della ritrovata forma di Migliaccio, fino a qualche settimana fa dal rendimento ancora troppo altalenante. Merito probabilmente anche del positivo inserimento di Pelagias nel ruolo di terzino sinistro più "bloccato" rispetto ad un Angeletti che adesso pare aver definitivamente perso il posto da titolare e che con ogni probabilità avrà già cominciato a guardarsi intorno alla ricerca di una nuova sistemazione per Gennaio.

Girandola
Mister Cari continua con la girandola impazzita di formazioni. Una strategia simile a quella tanto discussa del suo collega Luis Enrique in serie A e che recentemente lo ha portato a schierare ben cinque schieramenti diversi nelle ultime cinque gare. Era stata accolta molto positivamente la novità Mazzeo punta contro la Cremonese ma i tifosi sono tornati a storcere il naso quando contro la Carrarese hanno notato l'assenza di alcuni elementi in ottima forma come Schetter e Franchini. Di tutti gli undici titolari schierati sembrano però avere una certa continuità i vari Sicignano, Mengoni, Guerri, Cerone. Quasi a mantenere intatta la spina dorsale di una squadra attorno alla quale ruotano in continuazione quasi tutti gli altri componenti della rosa. E contro il Piacenza il trend verrà con ogni probabilità confermato.

Marco Bruno
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  • Lega Pro - Prima Divisione gir. B
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