Giuseppe Perpignano
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Barletta Calcio, Perpignano restituisce alla piazza la passione smarrita?

L'arrivo dell'immobiliarista genovese sembra aver risvegliato l'ambiente biancorosso

Barletta sembrava essersi svegliata definitivamente. La vittoria nella doppia sfida fratricida contro l'Andria aveva donato nuova linfa vitale all'intero ambiente biancorosso, tutto pareva volgere nella giusta direzione e il direttore factotum Gabriele Martino aveva raccolto quello che Peppino Pavone mesi addietro aveva seminato. Durante l'estate erano arrivati gli importanti rinnovi contrattuali di capitan Allegretti e di quasi tutti gli altri protagonisti della storica salvezza. Inutile dirvi che tutti i buoni propositi di inizio stagione sono andati a farsi benedire e che la squadra biancorossa ha chiuso il proprio campionato con 25 punti all'attivo in 34 partite giocate. Di fronte a un futuro oscuro, che vedeva da un lato ipotetiche staffette societarie, dall'altro voci di clamorose permanenze e sullo sfondo una tetra ombra che fa rima con "fallimento", la passione dei tifosi -quelli veri- rimaneva tale.

Colloquio preliminare, manifestazioni di interesse, contatti, uscite in pubblico, fino all'invio della copia del contratto e alla presentazione in sede. In una settimana l'accordo tra Roberto Tatò e Giuseppe Perpignano per il passaggio di quote dell'intero pacchetto azionario del Barletta Calcio si è trasformata da una semplice idea in una concreta realtà. L'immobiliarista arriva dalla Liguria, ha 48 anni, viene dalla guida del RapalloBogliasco ed è alla prima esperienza nel calcio "pro". A supporto dell'imprenditore sono giunti all'ombra di Eraclio anche l'allenatore Marco Sesia e il direttore sportivo Marco Rizzieri, oltre che il neo direttore generale Davide Cascella. Di colpo l'intera piazza, magari spinta anche dalla curiosità, sembra essersi risvegliata da un profondo letargo. Dopo due annate piene di errori e scelte al quanto discutibili, i supporter di fede barlettana vogliono tornare a gioire per la propria squadra del cuore e a riempire i gradoni del "Puttilli". Nessuno ha mai chiesto la Serie B e mai lo farà, ma la nuova triade avrà l'arduo compito di restituire la gloria dei giorni migliori. Il tifoso deve avere un ruolo fondamentale in tutto questo e non, come è successo negli scorsi mesi, passare in secondo piano in favore di altri personaggi.

Bisogna ripartire dalle poche certezze della scorsa stagione come D'Errico e Liverani, posizionando nei ruoli chiave giocatori di categoria che possono fare la differenza. I nostri modelli non devono essere Benevento o Cremonese, ma Südtirol, Lanciano, Latina e Trapani. Mantenere la calma, far lavorare in santa pace allenatore e direttore sportivo senza giungere a conclusioni affrettate. Più che di gente affermata, abbiamo bisogno di gente affamata e in questo senso il duo composto da Sesia-Rizzieri sembra avere la carica giusta.
(Twitter: @Massi_dipa)
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