Conferenza stampa di Roberto Tatò
Conferenza stampa di Roberto Tatò
Calcio

Barletta Calcio: avanti con Tatò, ma fino a quando?

Certezze e qualche interrogativo per la prossima stagione dopo l'annuncio di ieri

Comunicato stringato
I segnali di fumo dal fortino di via Veneto sono giunti. E' successo ieri mattina, quando il Barletta Calcio ha ufficialmente comunicato in poche righe prima l'arrivo del ds Martino, svelando un "segreto di Pulcinella", e poi annunciando di fatto la fine delle trattative per il passaggio di quote societarie con la cordata guidata da Pasquale Di Cosola. Chiuse dunque le porte del sodalizio biancorosso a nuovi ingressi. Una reazione insolita, se si pensa alla "richiesta d'aiuto" lanciata dal presidente Tatò in conferenza stampa a novembre: che il progetto proposto dalla controparte non l'abbia mai convinto? Sta di fatto che il numero uno del Barletta Calcio ha preso la palla in mano, con modalità discutibili per l'altra componente della trattativa, di fatto ringraziando per l'interessamento e congedando l'acquirente, confermando la volontà di detenere il comando del club.

La reazione di Di Cosola
Il comunicato del presidente biancorosso ha rappresentato un "fulmine a ciel sereno" per l'acquirente, come da Di Cosola spiegato in una esclusiva intervista rilasciata a Barlettalife.it, nella quale ha ripercorso le tappe della trattativa: "I numeri li abbiamo trovati il 15 dicembre, il 17 dicembre, come già dichiarato, nessun creditore avrebbe potuto farci la garanzia. Tant'è vero che il 24 di dicembre – e ne ho le prove perché conservo le mail – ho inviato a Tatò e al suo responsabile finanziario una bozza della garanzia che ci aveva preparato la nostra banca. Tale bozza è stata letta il 27, e allora il suo direttore finanziario mi ha chiamato dicendomi che dovevo interloquire con il commercialista di Tatò. Abbiamo interloquito, dicendoci che non era a Tatò che dovevamo garantire, ma era alla banca, affinchè Tatò fosse sollevato dalla fidejussione. Il 28 dicembre ho mandato una mail sia a Tatò che al suo commercialista chiedendo loro, per poter accelerare i tempi, una bozza di come avrebbe gradito la fidejussione. Prima ho mandato le bozze delle garanzie, mi si risponde che devo garantire alla banca. Oggi mi si dice: "Sai, ho aspettato". Ma cosa si è aspettato? Ci siamo lasciati il 28 dicembre per architettare il discorso della fidejussione, poi c'è sabato che è 29, domenica è 30, lunedì è 31, e non credo che il 31 di dicembre lavora qualcuno. Poi c'è capodanno. Cosa si è aspettato? Sono rimasto ancora una volta esterrefatto di questo comportamento".

Quali scenari dopo maggio?
Quello che c'è da chiedersi ora, e chiediamo di fatto al presidente Tatò è: la decisione di non vendere dura sine tempore o permane fino a maggio, come più volte confidato dal numero uno di via Veneto, messo a dura prova dall'impegnativa avventura da presidente, tanto sul piano fisico quanto nel profilo economico? verte intorno a questo fattore il "domandone" sul futuro del Barletta Calcio, ad oggi alla ricerca di solide certezze e non di "bucce di banana", tanto per citare un'espressione cara al numero uno del sodalizio di via Veneto. La risposta contingente è arrivata: sarebbe stato facile mollare in questo momento, con una squadra in fondo alla classifica, un "progetto-giovani" che non è decollato e un'offerta concreta alla porta, ma Tatò ha deciso di continuare con il Barletta, assumendosi onori ed oneri del caso. Ciò che resta da capire è: se le cose non dovessero migliorare fino a maggio, con lo spettro della Seconda Divisione che incomberebbe, il presidente sarebbe comunque disposto a restare alla guida del club? O il Barletta da maggio avrà bisogno di nuovi volti societari a prescindere dai risultati? Non si discute l'evidente amore di Tatò per la causa biancorossa, ma ulteriori certezze non potranno che far bene al futuro del Barletta. E' l'unico tassello che manca per fare definitiva chiarezza sul futuro del sodalizio biancorosso.

Arriva Martino: per salvare la barca o per programmare?
Con Di Cosola, è cosa risaputa, avremmo assistito a un completo "restyling" dal sapore di amarcord dello staff tecnico, con in pole i nomi di Marco Cari per la panchina, di Gianluca Torma per il ruolo di ds e Renzo Castagnini come direttore tecnico. Nomi da depennare. Un indizio importante per capire fattibilità e tempi del rinnovato progetto biancorosso sarà la conoscenza della durata del contratto che legherà il nuovo direttore sportivo biancorosso Gabriele Martino e il club di via Veneto: se sarà fino a giugno 2013, probabilmente il ds lavorerà sull'imminenza, sulla conquista della salvezza con l'inserimento di 2-3 rinforzi solidi ed esperti, obiettivo fondamentale per poter lavorare su una programmazione biennale, considerata la tragicomica riforma che la Lega Pro metterà in atto dal 2014-2015. Se la durata si protrarrà fino a giugno 2014 o oltre, allora potremo ragionare su un Barletta a lunga gittata con Tatò al timone. Solo indizi, che attendono conferme dalla conferenza stampa del ds, fissata alle 17.30 di oggi pomeriggio. Un indizio, che come nel celebre detto, può fare una prova.
(Twitter: @GuerraLuca88)
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