
Eventi
Un seme contro le ingiustizie: presentato a Barletta “Semenza” il soundbook di Clara Esposito
Un soundbook che unisce arte, musica e solidarietà per raccontare e sostenere la resistenza del popolo palestinese
Barletta - lunedì 30 marzo 2026
11.18
Un pubblico attento e partecipe ha calorosamente accolto la presentazione di "Semenza", il soundbook dell'artista barlettana Clara Esposito, in arte Cles, ospitata lo scorso sabato nello spazio dello Studio di Architettura Michele Giannella in via Roma. L'evento ha intrecciato illustrazioni artistiche, musica e riflessione civile, trasformando la serata in un'esperienza sensoriale e immersiva.
Il progetto, pubblicato dalla casa editrice "La Vela", si presenta come un libro senza testo né parole, composto solo da tavole illustrate a tutta pagina e brani musicali inediti ascoltabili tramite QR code.
A firmare le musiche sono Giuseppe Massarelli al pianoforte e Maurizio Lampugnani alle percussioni, i quali -presenti all'incontro- hanno eseguito una performance dal vivo che ha amplificato l'atmosfera intima della presentazione.
«Per realizzare le illustrazioni presenti nel libretto mi sono ispirata a quanto sta accadendo oggi in Palestina, perché penso che non si debba in alcun modo rimanere indifferenti dinanzi al genocidio in atto a Gaza e proprio attraverso queste tavole io ho cercato di interpretare la drammatica situazione che le donne e gli uomini palestinesi quotidianamente vivono» afferma l'autrice, precisando che «lo scopo di questo evento è benefico, in quanto l'intero ricavato derivante dai proventi del libro sarà devoluto a Medici Senza Frontiere a sostegno degli operatori e delle operatrici sanitarie presenti nel territorio palestinese», un gesto che ha aggiunto alla dimensione artistica una forte valenza etica e solidale, sottolineata poi dagli interventi dei e delle presenti.
«L'arte e la bellezza possono aiutare ogni individuo ad essere una persona migliore e concorrono alla realizzazione del bene collettivo» afferma l'architetto Michele Giannella «per questo motivo da subito ho sposato l'idea della mia amica Clara Esposito, mettendo a disposizione il mio studio, uno spazio sempre aperto per arte, cultura e impegno civile» conclude Giannella.
Dopo la lettura di alcune poesie scritte da poeti e poetesse gazawi –a cura di Mariella Dicuonzo e Teresa Dibenedetto Dell'Aquila-, la rappresentante territoriale di "Medici Senza Frontiere", Mariastella Dilillo, ha sottolineato la tragica situazione in cui vivono ogni giorno gli operatori e le operatrici sanitarie palestinesi nella propria terra a causa delle aberranti restrizioni israeliane e dunque l'importanza di sostenere questo progetto benefico, simbolo di speranza e rinascita al fine di dare supporto concreto nel salvataggio di quante più vite umane possibili.
L'evento si è concluso con una visita alla piccola esposizione delle tavole originali, che ha permesso ai e alle partecipanti di avvicinarsi ulteriormente al processo creativo dell'artista, che non ha offerto soltanto un oggetto artistico di grande raffinatezza, ma ha anche proposto un modo diverso di interpretare il presente, più disposto e più attento ad ascoltare ciò che spesso resta ai margini.
In un tempo, perciò, in cui le immagini scorrono ad altissima velocità e la musica si consuma frettolosamente in sottofondo, questo soundbook chiede alle e ai lettori di fermarsi e ascoltare davvero: è questo un invito a recuperare una relazione più profonda con ciò che ci circonda, a riconoscere la fragilità come spazio fertile, a trasformare la vulnerabilità in possibilità e i semi in germogli.
Il progetto, pubblicato dalla casa editrice "La Vela", si presenta come un libro senza testo né parole, composto solo da tavole illustrate a tutta pagina e brani musicali inediti ascoltabili tramite QR code.
A firmare le musiche sono Giuseppe Massarelli al pianoforte e Maurizio Lampugnani alle percussioni, i quali -presenti all'incontro- hanno eseguito una performance dal vivo che ha amplificato l'atmosfera intima della presentazione.
«Per realizzare le illustrazioni presenti nel libretto mi sono ispirata a quanto sta accadendo oggi in Palestina, perché penso che non si debba in alcun modo rimanere indifferenti dinanzi al genocidio in atto a Gaza e proprio attraverso queste tavole io ho cercato di interpretare la drammatica situazione che le donne e gli uomini palestinesi quotidianamente vivono» afferma l'autrice, precisando che «lo scopo di questo evento è benefico, in quanto l'intero ricavato derivante dai proventi del libro sarà devoluto a Medici Senza Frontiere a sostegno degli operatori e delle operatrici sanitarie presenti nel territorio palestinese», un gesto che ha aggiunto alla dimensione artistica una forte valenza etica e solidale, sottolineata poi dagli interventi dei e delle presenti.
«L'arte e la bellezza possono aiutare ogni individuo ad essere una persona migliore e concorrono alla realizzazione del bene collettivo» afferma l'architetto Michele Giannella «per questo motivo da subito ho sposato l'idea della mia amica Clara Esposito, mettendo a disposizione il mio studio, uno spazio sempre aperto per arte, cultura e impegno civile» conclude Giannella.
Dopo la lettura di alcune poesie scritte da poeti e poetesse gazawi –a cura di Mariella Dicuonzo e Teresa Dibenedetto Dell'Aquila-, la rappresentante territoriale di "Medici Senza Frontiere", Mariastella Dilillo, ha sottolineato la tragica situazione in cui vivono ogni giorno gli operatori e le operatrici sanitarie palestinesi nella propria terra a causa delle aberranti restrizioni israeliane e dunque l'importanza di sostenere questo progetto benefico, simbolo di speranza e rinascita al fine di dare supporto concreto nel salvataggio di quante più vite umane possibili.
L'evento si è concluso con una visita alla piccola esposizione delle tavole originali, che ha permesso ai e alle partecipanti di avvicinarsi ulteriormente al processo creativo dell'artista, che non ha offerto soltanto un oggetto artistico di grande raffinatezza, ma ha anche proposto un modo diverso di interpretare il presente, più disposto e più attento ad ascoltare ciò che spesso resta ai margini.
In un tempo, perciò, in cui le immagini scorrono ad altissima velocità e la musica si consuma frettolosamente in sottofondo, questo soundbook chiede alle e ai lettori di fermarsi e ascoltare davvero: è questo un invito a recuperare una relazione più profonda con ciò che ci circonda, a riconoscere la fragilità come spazio fertile, a trasformare la vulnerabilità in possibilità e i semi in germogli.
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