Orto Botanico. <span>Foto Tommaso Francavilla</span>
Orto Botanico. Foto Tommaso Francavilla
La città

Un concorso di idee per distruggere Barletta

Dove vai, se l'Orto Botanico non ce l'hai?

Per stuzzicare le migliaia di turisti che ogni giorno invadono le complanari di Wannà City (Barletta), la lungimirante amministrazione Maffei pensò di erigere la prima meraviglia della BAT, l'Orticello Botanico: tripudio di specie botaniche reperibili in qualunque vivaio della zona, ad esclusione di una "rarissima" specie di vigna barlettana – pugliese in via estinzione; unico motivo per cui è stata eretta questa meraviglia. In fretta e furia, quella silenziosa amministrazione approvò il progetto di un pugno di architetti devoti ai mattoncini LEGO ed eresse il cubotto di cemento che conteneva un pezzetto di campagna spelacchiata, al costo di soli 2 milioni di euro; le promesse elettorali fatte al Dio Mattone vanno mantenute. Poi, il silenzio. L'amministrazione Maffei si sfracella e l'Orticello ne segue le sorti, cominciando a mostrare i segni dell'abbandono e della mancata manutenzione; mentre orde di vandali, attratte dalla struttura, sostituiscono le ondate di turisti che, nelle intenzioni originarie, avrebbero dovuto restare a bocca aperta davanti tale bellezza architettonica, trionfo dell' ecologia e della libertà. La manutenzione degli alberelli secchi e delle specie botaniche protette dai gatti randagi, è affidata alla solita cooperativa, sorteggiata e stipendiata, e anche questo problema lavorativo è stato risolto, con l'assegnazione di qualche posto di lavoro.

Passa il tempo, l'amministrazione Cascella eredita l'Orticello che scotta e, per mantenerne vivo il ricordo, una delegazione di assessori e consiglieri fa un pellegrinaggio funebre presso l'orticello, ad ammirare le piantine di fiorellini, piantati il giorno prima, giusto per tenere in piedi il teatrino utile alla stampa, poi arriva l'inverno e le piantine seccano. Nei consigli comunali, parlare dell'orticello botanico è tabù, tranne per alcuni consiglieri comunali "illuminati", che hanno sollevato la questione in una sala consiliare annoiata dai colleghi impegnati a chattare su whatsApp. La polvere va nascosta sotto il tappeto, se ne riparlerà con un tavolo tecnico presso il pub di maggioranza. Dopo una spremitura di meningi, si è pensato di utilizzare una parte dei polverosi uffici dell'orticello per trasferire armi e bagagli del settore "Agricoltura". I sudditi sono avvisati, un passo avanti è fatto, chi indietreggia è disfattista e le colpe vanno cercate altrove!

Da parte degli evanescenti assessori e dirigenti del settore "politiche del territorio devastato", ovvero la dott.ssa "Pelle Azzurra & Dirigenti al Seguito", tutto tace, è vitale presenziare alle dimissioni del sindaco con faccia contrita o alla presentazione del progetto dei sottovia presso Madonna dello Sterpeto, meglio se con elmetto da operaio edile in testa, a restauro ultimato di Eraclio, con codazzo di servette sorridenti; propaganda adatta a face book e all'Expo di Milano. I sudditi di Wannà City non meritano aggiornamenti a mezzo stampa, sulle sorti di un progetto finanziato con soldini pubblici, intanto i sindacati e la magistratura tacciono. Nel frattempo, ci tocca in sorte questa ennesima campagna elettorale, i candidati a caccia disperata di voti, dovrebbero usare l'orticello come argomento elettorale principale, almeno per risollevare gli animi degli elettori sfiduciati di una città un pochino spenta, ammesso che i candidati sappiano dell'esistenza della struttura: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Ci aspettiamo la solita proposta di quel famoso - scusate l'esagerazione - DIRIGENTE che, appollaiato ai vertici di Palazzo di città, proporrà il solito "Concorso di idee", per salvare l'orticello. Lo stesso "Concorso di idee", che ha causato il restauro criminaloide dei giardini "De Nittis" e che avrebbe dovuto salvare Canne della Battaglia, l'anno scorso, durante una sterile seduta di commissione consiliare. Il dirigente ordina, l'assessore esegue, in concorso di idee, appunto!

L'orticello botanico resta lì, sterile, putrefatto e decadente, come l'amministrazione Maffei che lo ha approvato e come i suoi "amministratori" (alcuni rieletti, mentre i non rieletti attendono di tornare alla riscossa con una nuova verginità politica). La gente dimentica e perdona tutto, meglio se con 50 rose, per alzare il PIL dell'elettore medio barlettano, da spendere con un pieno di benzina o con lo shatush dalla parrucchiera. A conti fatti, finora sono stati spesi oltre 2 milioni di euro per ospitare gli uffici del settore "Agricoltura", il settore più costoso della storia, manco fosse un padiglione dell'Expo di Milano. La lungimiranza turistica è il fiore all'occhiello delle ultime amministrazioni di Wannà City.
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