Cosimo Cannito
Cosimo Cannito
Politica

Troppi errori a Barletta, l'opposizione: «È l'ora delle scuse e delle dimissioni»

«Una commedia politica drammaticamente comica che sta spingendo la città verso un inevitabile baratro»

«Quando si pensa di aver toccato il fondo, questa amministrazione ci dimostra come si possa sempre iniziare a scavare». Intervengono così i consiglieri comunali di opposizione Rosa Cascella, Benedetto Delvecchio , Antonio Divincenzo, Rosanna Maffione e Ruggiero Mennea per il Partito Democratico; Carmine Doronzo, Michelangelo Filannino e Ruggiero Quarto per Coalizione Civica; Giuseppe Basile, Maria Angela Carone e Antonio Coriolano per il Movimento 5 Stelle.

«Gli ultimi accadimenti - proseguono - sono sintomatici di una situazione completamente sfuggita di mano. Il sindaco alimenta ormai quotidianamente, anche a mezzo stampa, una strisciante faida tra politica e dirigenza. Una cosa talmente inusuale e grave da non avere precedenti nella storia recente della città.

"Non ne sapevamo nulla" abbiamo sentito dire dal sindaco e dalla sua giunta sul mancato diritto di prelazione relativo all'immobile della Cantina della Sfida, su cava Pozzelle, sul pino secolare che rischia di essere abbattuto, sul supermercato che sta nascendo a ridosso del castello, sui marchiani errori nella collocazione dei centri di raccolta, sulla perdita dei finanziamenti complessivamente pari a un milione di euro per la tutela degli habitat marini e terrestri nei pressi del fiume Ofanto e per il rifacimento del velodromo dello stadio Lello Simeone, e, solo ultima, sulla perdita di un finanziamento di un milione e mezzo di euro per la costruzione di una scuola materna in via Tatò.

Vicende dove l'amministrazione comunale è stata silente o si è mossa in maniera tardiva e inadeguata. Ogni volta scendendo dalle nuvole e addebitando ai dirigenti la propria incapacità di gestire situazioni che richiederebbero, ancora prima delle competenze, coesione di squadra e condivisione degli obiettivi. E invece troppo spesso la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Un modo di amministrare opaco che è la diretta conseguenza dell'assenza di idee e di visione da parte dei consiglieri che sostengono questa maggioranza.

In diverse occasioni abbiamo sollevato dubbi sul corretto operato dei dirigenti e costretto l'amministrazione a rivedere le scelte operate sulla base dei loro pareri ma le inefficienze della macchina burocratica non possono giustificare lo stato dormiente di questa maggioranza. Ad ogni clamoroso scivolone dell'amministrazione dobbiamo assistere al triste teatrino del sindaco e della sua maggioranza che si autoassolvono da ogni responsabilità.

Non sarebbe forse lecito chiedersi se la politica non abbia soprattutto il compito di vigilare sulle proprie decisioni? Non servono anche a questo gli assessori? Vogliamo davvero fingere che non ci siano assessori in questa città? Della scuola materna in via Tatò si discute ormai da anni e il sindaco, solo pochi mesi fa, ci aveva messo la faccia assicurando che il progetto sarebbe andato in porto. E adesso, come se nulla fosse, si addossa la colpa esclusivamente al dirigente. Il sindaco e gli assessori dov'erano? Se non si preoccupano neanche di salvaguardare finanziamenti milionari per le scuole dei nostri bambini, a cosa serve pagare il loro stipendio?

Arrivati a questo punto, anziché invocare l'arrivo dell'esercito, sarebbe auspicabile per il bene della città, ormai ferma al palo su tutti i fronti e in stato di perenne emergenza, delle pubbliche scuse da parte di sindaco, giunta e tutti i consiglieri di maggioranza, per poi rassegnare le dimissioni e consentire a chi ha maggiore cura per la cosa pubblica di guidare questa città.

"Lui è peggio di me", così potrebbe intitolarsi quest'ultimo atto di una commedia politica drammaticamente comica che sta spingendo la città, già boccheggiante, verso un inevitabile baratro».
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