
Politica
Tra fango e istituzioni: chi sguazza nel torbido dimostra di non sapere cosa rappresenta
La nota di Rete Civica
Barletta - martedì 10 febbraio 2026
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Rete Civica Barletta esprime la propria totale e incondizionata solidarietà alle consigliere e, con esse, a tutti i cittadini offesi da una rappresentanza che ha smarrito ogni senso del limite, del ruolo e della dignità istituzionale.
Quanto accaduto non è frutto di leggerezza né di una battuta sfuggita di mano. È l'espressione plastica di un metodo: quello di chi è abilissimo, a muoversi con disinvoltura nel fango dell'allusione, dell'insulto mascherato, della volgarità ammiccante, ma totalmente incapace di comprendere il peso, il valore e le responsabilità dell'istituzione che occupa.
Chi agisce così dimostra una sola cosa: di conoscere bene i meccanismi della provocazione, della sopraffazione e del disprezzo, ma di ignorare completamente cosa significhi rappresentare una comunità, sedere in un'aula consiliare, esercitare una funzione pubblica. Non è furbizia politica: è misera ignoranza istituzionale.
Ancora più grave è il silenzio di chi, per ruolo e funzione, avrebbe dovuto intervenire immediatamente. Un silenzio che non è neutro, ma assordante. Un silenzio che certifica una scelta precisa: lasciare che l'arroganza governi, che la volgarità diventi linguaggio legittimo, che l'offesa venga normalizzata.
Rete Civica Barletta respinge con forza questo modo di fare politica. Respinge l'idea che l'aula consiliare sia un luogo dove si può infangare impunemente. Respinge la trasformazione delle istituzioni in un palcoscenico per mediocrità urlate e sarcasmi da retrobottega.
La politica non è un sottobosco in cui sguazzare. Le istituzioni non sono un terreno da sporcare.
E chi non è in grado di capirlo, chi confonde il potere con l'arroganza e il confronto con l'insulto, dimostra di non essere all'altezza del ruolo che ricopre.
È anche, e soprattutto, da questi comportamenti che si misura la distanza tra chi usa le istituzioni e chi le rispetta.
Una distanza che oggi non è più una semplice divergenza politica, ma una frattura profonda, culturale e morale.
Quanto accaduto non è frutto di leggerezza né di una battuta sfuggita di mano. È l'espressione plastica di un metodo: quello di chi è abilissimo, a muoversi con disinvoltura nel fango dell'allusione, dell'insulto mascherato, della volgarità ammiccante, ma totalmente incapace di comprendere il peso, il valore e le responsabilità dell'istituzione che occupa.
Chi agisce così dimostra una sola cosa: di conoscere bene i meccanismi della provocazione, della sopraffazione e del disprezzo, ma di ignorare completamente cosa significhi rappresentare una comunità, sedere in un'aula consiliare, esercitare una funzione pubblica. Non è furbizia politica: è misera ignoranza istituzionale.
Ancora più grave è il silenzio di chi, per ruolo e funzione, avrebbe dovuto intervenire immediatamente. Un silenzio che non è neutro, ma assordante. Un silenzio che certifica una scelta precisa: lasciare che l'arroganza governi, che la volgarità diventi linguaggio legittimo, che l'offesa venga normalizzata.
Rete Civica Barletta respinge con forza questo modo di fare politica. Respinge l'idea che l'aula consiliare sia un luogo dove si può infangare impunemente. Respinge la trasformazione delle istituzioni in un palcoscenico per mediocrità urlate e sarcasmi da retrobottega.
La politica non è un sottobosco in cui sguazzare. Le istituzioni non sono un terreno da sporcare.
E chi non è in grado di capirlo, chi confonde il potere con l'arroganza e il confronto con l'insulto, dimostra di non essere all'altezza del ruolo che ricopre.
È anche, e soprattutto, da questi comportamenti che si misura la distanza tra chi usa le istituzioni e chi le rispetta.
Una distanza che oggi non è più una semplice divergenza politica, ma una frattura profonda, culturale e morale.
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