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"Time" lo spot del regista barlettano per la mostra "Luce Improvvisa: De Nittis, la fotografia e l'impressione del reale"
La mostra espositiva a Barletta e Canosa che celebra l’avanguardia del Pittore barlettano
Barletta - sabato 3 gennaio 2026
10.45
È intitolato 'TIME' lo spot del regista barlettano Francesco Delvecchio che sigla la mostra espositiva sulla pittura e la fotografia 'Luce Improvvisa: De Nittis, la fotografia e l'impressione del reale'. La mostra si tiene contemporaneamente a Canosa (presso il Museo dei Vescovi ) (e a Barletta presso Palazzo della Marra) e si concluderà nella seconda settimana di gennaio. La mostra nel Museo Dei Vescovi a Canosa esplora il rapporto tra fotografia e realtà nei soggiorni meridionali dell'artista con prestito di opere dalla collezione di De Nittis di Barletta.
Nello specifico saranno esposte le opere : 'In sala' (olio su tela) del 1874, 'Bivio' (olio su tavola) del 1876-187, 'Fiume' (olio su tela) del 1864-1866, 'Ritratto di donna (con fazzoletto sul capo)' del 1874, 'Ritratto di donna (con scialle annodato sul petto)'. 'Luce Improvvisa: De Nittis, la fotografia e l'impressione del reale' è finanziata dai Fondi Cultura 2025 dalla Regione Puglia, sostenuta da Puglia Culture e altri partner e in collaborazione con la ditta Pezzo da Museo di Giovanni Pansini. Un collegamento tra Barletta e Canosa che vede pezzi da collezione, storia e percorsi didattici raccontando Fotografia e Pittura, due mondi che si sono osservati e abbracciati grazie al coinvolgimento di professionisti e curatori del settore del territorio provenienti da metropoli come Napoli e Roma.
Lo spot 'TIME' del concittadino Delvecchio è un elogio al tempo: "L'idea è nata una volta commissionatomi lo studio ed il racconto per l'evento. Un evento che metteva a confronto e studio la ricerca della modernità dei pittori dell'Ottocento come Giuseppe De Nittis e i pittori della Belle Epoque di Parigi. Le fantasmagorie 'le lanterne magiche', che Baudelaire citava appunto in tale maniera, e la fotografia. La fotografia e la pittura si sono incontrati: io ho voluto raccontare il Tempo che governa ogni arte." Spiega il regista. De Nittis con la sua eleganza, passione e avanguardia ha sempre avuto un occhio al futuro, la tendenza ad andare veloce, creando e rincorrendo il cambiamento. Dopo 179 anni, De Nittis ha un'azione che si esprime attraverso le immagini in movimento, senza bisogno di realtà aumentata o intelligenza artificiale.
Un barlettano, il regista Delvecchio, e De Nittis: "Ho avuto e ho grande rispetto nello studio della sua ricerca della modernità, i tagli di luce. Provo immensa stima nei confronti di un artista, come si fa tra un artista e l'altro, soprattutto tra concittadini. Anche sul set stesso ho cercato e ricercato un contatto tra luce , tempo , fotografia e la sua pittura. Ogni cosa è coniugata all'immersività di questo dialogo e contatto tra le due arti che, come ha raccontato e illustrato in un master la Dott.ssa della Fototeca dei Musei Vaticani, si sono compenetrate tanto che alcuni artisti non rientravano nei vari cataloghi dell'epoca o nelle mostre poiché accusati di prendere troppo spunto."
"Consiglio assolutamente di guardare le due mostre quella a Canosa e a Barletta perché rarità e ricerca sul grandissimo di Puglia che Pezzo da Museo di Giovanni Pansini insieme al curatore Sandro Giuseppe Sardella hanno architettato. Lo stesso Renato Miracco si è ritenuto sorpreso e ha incentivato la ricerca che deve continuare." Così conclude il regista Delvecchio: con un invito diretto e affascinante.
Nello specifico saranno esposte le opere : 'In sala' (olio su tela) del 1874, 'Bivio' (olio su tavola) del 1876-187, 'Fiume' (olio su tela) del 1864-1866, 'Ritratto di donna (con fazzoletto sul capo)' del 1874, 'Ritratto di donna (con scialle annodato sul petto)'. 'Luce Improvvisa: De Nittis, la fotografia e l'impressione del reale' è finanziata dai Fondi Cultura 2025 dalla Regione Puglia, sostenuta da Puglia Culture e altri partner e in collaborazione con la ditta Pezzo da Museo di Giovanni Pansini. Un collegamento tra Barletta e Canosa che vede pezzi da collezione, storia e percorsi didattici raccontando Fotografia e Pittura, due mondi che si sono osservati e abbracciati grazie al coinvolgimento di professionisti e curatori del settore del territorio provenienti da metropoli come Napoli e Roma.
Lo spot 'TIME' del concittadino Delvecchio è un elogio al tempo: "L'idea è nata una volta commissionatomi lo studio ed il racconto per l'evento. Un evento che metteva a confronto e studio la ricerca della modernità dei pittori dell'Ottocento come Giuseppe De Nittis e i pittori della Belle Epoque di Parigi. Le fantasmagorie 'le lanterne magiche', che Baudelaire citava appunto in tale maniera, e la fotografia. La fotografia e la pittura si sono incontrati: io ho voluto raccontare il Tempo che governa ogni arte." Spiega il regista. De Nittis con la sua eleganza, passione e avanguardia ha sempre avuto un occhio al futuro, la tendenza ad andare veloce, creando e rincorrendo il cambiamento. Dopo 179 anni, De Nittis ha un'azione che si esprime attraverso le immagini in movimento, senza bisogno di realtà aumentata o intelligenza artificiale.
Un barlettano, il regista Delvecchio, e De Nittis: "Ho avuto e ho grande rispetto nello studio della sua ricerca della modernità, i tagli di luce. Provo immensa stima nei confronti di un artista, come si fa tra un artista e l'altro, soprattutto tra concittadini. Anche sul set stesso ho cercato e ricercato un contatto tra luce , tempo , fotografia e la sua pittura. Ogni cosa è coniugata all'immersività di questo dialogo e contatto tra le due arti che, come ha raccontato e illustrato in un master la Dott.ssa della Fototeca dei Musei Vaticani, si sono compenetrate tanto che alcuni artisti non rientravano nei vari cataloghi dell'epoca o nelle mostre poiché accusati di prendere troppo spunto."
"Consiglio assolutamente di guardare le due mostre quella a Canosa e a Barletta perché rarità e ricerca sul grandissimo di Puglia che Pezzo da Museo di Giovanni Pansini insieme al curatore Sandro Giuseppe Sardella hanno architettato. Lo stesso Renato Miracco si è ritenuto sorpreso e ha incentivato la ricerca che deve continuare." Così conclude il regista Delvecchio: con un invito diretto e affascinante.
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