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Tagli uomo 2026, tra stile naturale e passione: i consigli di Enzo Dipalma
A Barletta, il percorso e la visione del coiffeur che interpreta i nuovi trend maschili
Barletta - mercoledì 18 febbraio 2026
9.24 Sponsorizzato
Il 2026 si apre con una parola chiave che, più di altre, sembra attraversare il mondo delle acconciature maschili: naturalezza. Dopo anni di sperimentazioni estreme, contrasti netti e look urlati, i nuovi tagli uomo scelgono una strada diversa: quella dell'equilibrio, delle linee pulite, dei volumi morbidi, di uno stile che non ha bisogno di stupire per farsi notare. Dai cortissimi come il buzz cut e il crew cut, sempre più curati nei dettagli, fino ai medi che riscoprono grandi classici come il middle part anni '90 o il mullet rivisitato, passando per i capelli lunghi che nel 2026 si portano messy, leggeri, vissuti, la sensazione è chiara: non si cerca più un taglio che travesta, ma uno che racconti. Racconti una personalità, un modo di stare al mondo, un'idea di sé.
È una tendenza che si vede sulle passerelle, nei social, ma soprattutto nella vita reale. E che trova la sua forma migliore quando incontra mani capaci di leggere non solo i capelli, ma anche le persone.
Un nome, prima ancora di un mestiere. A Barletta, da anni, questo lavoro di interpretazione silenziosa lo fa Enzo Dipalma. Prima ancora che parrucchiere, Enzo è uno di quelli che il mestiere se l'è costruito giorno dopo giorno, partendo dal basso, con la pazienza di chi sa che ogni taglio è anche una responsabilità.
La sua storia non inizia con un'insegna luminosa, ma con un ragazzino di 14 anni che fa un po' di tutto in una barberia. Si chiama Pascal il primo maestro, ed è lì che Enzo muove i primi passi, osserva, impara, sbaglia, riprova. Poi arrivano gli studi all'IPSIA, le altre esperienze, il passaggio nel salone Beauty Hair dei maestri Ruggero Maffione ed Enzo Scisco, dove avviene una vera e propria metamorfosi: tecnica, certo, ma anche umana. Sono anni in cui il mestiere non è solo lavoro, ma scuola di carattere.C'è un filo rosso che attraversa tutta la sua storia: la perseveranza. Anche durante il servizio militare, Enzo non mette da parte le forbici. Continua a esercitarsi, a specializzarsi, a costruire – quasi senza accorgersene – una clientela che lo segue non solo per come taglia i capelli, ma per come vive il salone: come uno spazio di relazione, prima ancora che di servizio.
A 24 anni decide di mettersi in proprio. Non è una scelta semplice. Ci sono sacrifici, diffidenze, persino qualche ostracismo da parte di chi lo vede come un potenziale concorrente scomodo. Ma nel 2009 nasce Enzo Dipalma Coiffeur. E da lì in poi, il salone diventa poco a poco qualcosa di più di un luogo dove "si va a sistemarsi i capelli". Diventa un punto di riferimento, un posto dove si viene anche per staccare, per scambiare due parole, per prendersi un'ora per sé in un mondo che corre sempre più veloce.
Questa evoluzione trova un nuovo, importante capitolo nel 2025, quando Enzo sceglie di alzare ulteriormente l'asticella e dare forma a un nuovo progetto: Enzo Coiffeur 2.0. Non si tratta solo di un cambio di sede o di un restyling, ma di un vero e proprio upgrade del suo modo di vivere e interpretare la barberia: un format che mette insieme esperienza, visione contemporanea e una cura ancora più attenta per il cliente e per l'atmosfera del salone.
È forse questo equilibrio tra passato e presente a rendere interessante anche il modo in cui Enzo guarda alle tendenze del 2026. Da una parte c'è il rispetto per la tradizione barber: linee pulite, proporzioni, armonia. Dall'altra c'è la consapevolezza che lo stile cambia, si muove, respira con le persone.
I tagli corti, nel nuovo anno, non cercano l'effetto speciale: il buzz cut resta protagonista per la sua essenzialità, il crew cut si ammorbidisce, il Caesar cut torna con il suo carattere deciso ma portabile. Nei medi, il French crop lungo, il middle part anni '90 e il mullet rivisitato raccontano un ritorno ai classici, ma senza nostalgia sterile. Nei lunghi, il lob e le scalature leggere puntano tutto su movimento e naturalezza.
Non è una rivoluzione rumorosa. È piuttosto un ritorno al senso delle cose fatte bene.
«Il taglio giusto non si impone, si ascolta». Se dovessimo racchiudere questa filosofia in una frase, potrebbe essere proprio questa. Perché ogni testa è diversa, ogni volto racconta una storia, ogni persona arriva con un'idea – a volte confusa, a volte chiarissima – di come vorrebbe sentirsi davanti allo specchio. Ed è qui che il mestiere smette di essere solo tecnica e diventa interpretazione.
Prima dei tagli, ci sono i valori. Parlare con chi vive il salone come Enzo significa sentire spesso parole come cura, rispetto, attenzione ai dettagli, responsabilità. Non sono slogan. Sono piccoli gesti quotidiani: il tempo dedicato a capire, la scelta di non avere fretta, la voglia di far uscire una persona sentendosi un po' meglio di come è entrata.
In un'epoca in cui tutto è rapido, replicabile, standardizzato, c'è qualcosa di quasi controcorrente in questo modo di intendere la professione. Ed è forse anche per questo che le nuove tendenze 2026, così orientate alla naturalezza e all'autenticità, sembrano trovare qui un terreno fertile.
Oggi Enzo Coiffeur 2.0 è anche un luogo che ha incrociato mondi diversi, tra moda, sfilate e collaborazioni con brand di abbigliamento. Ma resta, prima di tutto, un posto che somiglia a una casa. Dove il taglio è solo una parte dell'esperienza. E dove, tra una chiacchiera e un caffè, si ricostruisce quel contatto umano che spesso, fuori, sembra mancare.
Forse è questo il vero trend che non passa mai di moda: sentirsi a proprio agio nella propria pelle. E, ogni tanto, anche nei propri capelli.
Per saperne di più
Enzo Di Palma Coiffeur Barletta
Via Samuelli, 10
347 5010058
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È una tendenza che si vede sulle passerelle, nei social, ma soprattutto nella vita reale. E che trova la sua forma migliore quando incontra mani capaci di leggere non solo i capelli, ma anche le persone.
Un nome, prima ancora di un mestiere. A Barletta, da anni, questo lavoro di interpretazione silenziosa lo fa Enzo Dipalma. Prima ancora che parrucchiere, Enzo è uno di quelli che il mestiere se l'è costruito giorno dopo giorno, partendo dal basso, con la pazienza di chi sa che ogni taglio è anche una responsabilità.
La sua storia non inizia con un'insegna luminosa, ma con un ragazzino di 14 anni che fa un po' di tutto in una barberia. Si chiama Pascal il primo maestro, ed è lì che Enzo muove i primi passi, osserva, impara, sbaglia, riprova. Poi arrivano gli studi all'IPSIA, le altre esperienze, il passaggio nel salone Beauty Hair dei maestri Ruggero Maffione ed Enzo Scisco, dove avviene una vera e propria metamorfosi: tecnica, certo, ma anche umana. Sono anni in cui il mestiere non è solo lavoro, ma scuola di carattere.C'è un filo rosso che attraversa tutta la sua storia: la perseveranza. Anche durante il servizio militare, Enzo non mette da parte le forbici. Continua a esercitarsi, a specializzarsi, a costruire – quasi senza accorgersene – una clientela che lo segue non solo per come taglia i capelli, ma per come vive il salone: come uno spazio di relazione, prima ancora che di servizio.
A 24 anni decide di mettersi in proprio. Non è una scelta semplice. Ci sono sacrifici, diffidenze, persino qualche ostracismo da parte di chi lo vede come un potenziale concorrente scomodo. Ma nel 2009 nasce Enzo Dipalma Coiffeur. E da lì in poi, il salone diventa poco a poco qualcosa di più di un luogo dove "si va a sistemarsi i capelli". Diventa un punto di riferimento, un posto dove si viene anche per staccare, per scambiare due parole, per prendersi un'ora per sé in un mondo che corre sempre più veloce.
Questa evoluzione trova un nuovo, importante capitolo nel 2025, quando Enzo sceglie di alzare ulteriormente l'asticella e dare forma a un nuovo progetto: Enzo Coiffeur 2.0. Non si tratta solo di un cambio di sede o di un restyling, ma di un vero e proprio upgrade del suo modo di vivere e interpretare la barberia: un format che mette insieme esperienza, visione contemporanea e una cura ancora più attenta per il cliente e per l'atmosfera del salone.
È forse questo equilibrio tra passato e presente a rendere interessante anche il modo in cui Enzo guarda alle tendenze del 2026. Da una parte c'è il rispetto per la tradizione barber: linee pulite, proporzioni, armonia. Dall'altra c'è la consapevolezza che lo stile cambia, si muove, respira con le persone.
I tagli corti, nel nuovo anno, non cercano l'effetto speciale: il buzz cut resta protagonista per la sua essenzialità, il crew cut si ammorbidisce, il Caesar cut torna con il suo carattere deciso ma portabile. Nei medi, il French crop lungo, il middle part anni '90 e il mullet rivisitato raccontano un ritorno ai classici, ma senza nostalgia sterile. Nei lunghi, il lob e le scalature leggere puntano tutto su movimento e naturalezza.
Non è una rivoluzione rumorosa. È piuttosto un ritorno al senso delle cose fatte bene.
«Il taglio giusto non si impone, si ascolta». Se dovessimo racchiudere questa filosofia in una frase, potrebbe essere proprio questa. Perché ogni testa è diversa, ogni volto racconta una storia, ogni persona arriva con un'idea – a volte confusa, a volte chiarissima – di come vorrebbe sentirsi davanti allo specchio. Ed è qui che il mestiere smette di essere solo tecnica e diventa interpretazione.
Prima dei tagli, ci sono i valori. Parlare con chi vive il salone come Enzo significa sentire spesso parole come cura, rispetto, attenzione ai dettagli, responsabilità. Non sono slogan. Sono piccoli gesti quotidiani: il tempo dedicato a capire, la scelta di non avere fretta, la voglia di far uscire una persona sentendosi un po' meglio di come è entrata.
In un'epoca in cui tutto è rapido, replicabile, standardizzato, c'è qualcosa di quasi controcorrente in questo modo di intendere la professione. Ed è forse anche per questo che le nuove tendenze 2026, così orientate alla naturalezza e all'autenticità, sembrano trovare qui un terreno fertile.
Oggi Enzo Coiffeur 2.0 è anche un luogo che ha incrociato mondi diversi, tra moda, sfilate e collaborazioni con brand di abbigliamento. Ma resta, prima di tutto, un posto che somiglia a una casa. Dove il taglio è solo una parte dell'esperienza. E dove, tra una chiacchiera e un caffè, si ricostruisce quel contatto umano che spesso, fuori, sembra mancare.
Forse è questo il vero trend che non passa mai di moda: sentirsi a proprio agio nella propria pelle. E, ogni tanto, anche nei propri capelli.
Per saperne di più
Enzo Di Palma Coiffeur Barletta
Via Samuelli, 10
347 5010058
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