Istruzione elementare
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Scuola e Lavoro

Scuole dell’infanzia, elementari e medie si fondono in istituti comprensivi

Comunicazione dell'assessore Pompeo Camero. La Bat non si discosta dal dato regionale medio

Presso la Sala Rossa del Castello di Barletta si son dati convegno l'Assessore Provinciale alla Pubblica Istruzione - Pompeo Camero ed i Dirigenti Scolastici degli Istituti di Istruzione secondaria di secondo grado, alle prese con l'avvio dell'iter per il dimensionamento della rete scolastica regionale a valere sull'A.S. 2012/2013. Invitati per la prima volta all'ormai tradizionale incontro anche gli assessori dei Comuni della BAT, in coerenza con il coinvolgimento che impongono le politiche di area vasta, istituzionalmente riconosciute al livello provinciale.

Introducendo i lavori Camero, che ha moderato anche il dibattito che ne è seguito, pone subito in evidenzia che con l'art. 19, commi 4 e 5 del D.L. n. 98/2011, convertito nella Legge n. 111/2011, nello scorso mese di luglio è stata varata una riforma ordinamentale scolastica di cui sembra se ne siano accorti in pochi. Difatti, per via della necessità di razionalizzare la spesa relativa all'organizzazione scolastica e già a partire dall'A.S. 2011/2012, termine poi slittato di 12 mesi, si andranno a sopprimere Scuole materne elementari e medie da aggregare in Istituti Comprensivi da non meno di 1.000 alunni.

C'è da dire che la norma si appalesa invasiva delle prerogative riconosciute istituzionalmente alle regioni e la Puglia si appresterebbe ad impugnarla dinanzi alla Corte Costituzionale, anche perché pressata dalla bassissima percentuale del 24% di Comprensivi sinora istituiti nella nostra regione, contro ad esempio il 90% circa già funzionanti nella Regione Veneto.

C'è da dire che la BAT non si discosta di certo dal dato regionale medio, annoverando due soli comprensivi, presenti nei Comuni di Minervino Murge e Spinazzola, peraltro ambedue al disotto della soglia dei mille alunni. Stiamo parlando quindi di accorpamenti verticali che da noi riguarderebbero ancora n. 54 Scuole, ben n. 29 Circoli Didattici e n. 25 Scuole Medie e finché la norma rimarrà in vigore, conviene che ci si metta subito al lavoro per georeferenziare convenientemente fette di territorio comunale, individuando bacini d'utenza che conservino il maggior numero possibile di istituzioni scolastiche, magari approfittando del fatto che nel prossimo mese di ottobre si terrà il 15° Censimento della Popolazione, dal quale sarà possibile attingere dati aggiornati.

A solo scopo di esempio evidenzio che, se in un Comune ci sono n. 7 Scuole, di cui n. 4 (Circoli Didattici) tra sezioni primavera, materne ed elementari e n. 3 Scuole Medie ma vi è una popolazione scolastica in questa fascia d'età di circa 6.000 alunni, si potranno costituire massimo n. 6 Istituti Comprensivi, perdendo di fatto una Scuola. Converrebbe pertanto non sottovalutare l'impatto della norma ed operare con acume, in quanto se ci affidassimo alla sorte si correrebbe il rischio di perderne di più, in quanto la legge non fissa il limite superiore!

Certamente sarà molto difficile continuare a tenere in piedi scuole con meno di 500 alunni e risulteranno del tutto indifendibili quelle al di sotto dei 300 alunni. Quanto alle n. 26 Scuole Superiori, dopo il riordino dello scorso anno, la Provincia di Barletta Andria Trani conta per l'A.S. 2012/2013 di completare il riordino della rete, raccogliendo intanto le proposte che perverranno entro fine settembre dagli Istituti di ogni ordine e grado e dagli stessi Comuni anche se qualche anticipazione può esser data, in quanto si parla sempre più insistentemente dell'insediamento dell'Alberghiero presso il Professionale Bovio di Trani, dell'avvio del Liceo Musicale presso il Casardi di Barletta, della statalizzazione dell'Istituto Tecnico Agrario "Umberto I" di Andria e della istituzione in Provincia del primo Liceo dello Sport.
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