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Politica
Querelle Bar.S.A.-Cgil, interviene il sindaco: «Non si assumano atteggiamenti rancorosi»
Le considerazioni di Cannito in una nota ufficiale. «Confermo all'avvocatessa Alessia De Finis la mia fiducia»
Barletta - giovedì 4 giugno 2026
12.50 Comunicato Stampa
«Sono d'accordo con la CGIL: le vertenze si affrontano e si risolvono nelle sedi opportune, attraverso il confronto formale, i tavoli di trattativa e il rispetto delle relazioni sindacali, non continuando a pubblicare fatti da verificare oppure - come mi viene riferito - registrando sul cellulare il confronto sindacale tra la Responsabile del CdA Bar.S.A. e il Segretario provinciale della CGIL per poi, da parte di costui, farlo ascoltare come un trofeo da esibire quale dimostrazione del proprio machismo seduttivo e sindacale (a mio avviso cosa grave che se vera dovrebbe avere risvolti di altra natura)». Così inizia la nota ufficiale che riporta alcune considerazioni del sindaco Cosimo Cannito su gestione e occupazione Bar.S.A. e che di seguito riportiamo integralmente.
«Conveniamo tutti che sindacato e relazioni sindacali sono una cosa seria perché attengono alla vita del lavoratore, della sua famiglia, della dignità personale e di quella aziendale. Proprio per tali ragioni non si devono assumere atteggiamenti rancorosi.
La domanda da porsi è la seguente: è giusto rivendicare il diritto alla massima trasparenza? Su questo nulla da dire, anzi. Allora perché la CGIL continua a parlare strumentalmente di bonus, ingenerando nella pubblica opinione e tra i lavoratori i sospetti di attività discriminatorie e arbitrarie quando sono invece incentivi all'esodo volontario dei lavoratori anziani, in seguito al quale si può dare lavoro ai giovani anche in ossequio al principio della economicità? Dare lavoro ai giovani non è forse un obiettivo del sindacato?
Apprezzo molto la CGIL e la ringrazio per la lezione sulla cultura patriarcale. Giustamente ci ricorda che il patriarcato si fonda sull'idea di un controllo maschilista verticale, asimmetrico e insindacabile. Temo però che il nostro macho sindacalista segretario provinciale non accetti l'idea che, nelle relazioni sindacali, debba confrontarsi con una donna sulle cui spalle pesa la responsabilità di trecento tra lavoratori e lavoratrici di un servizio ad alta complessità come quello dell'igiene pubblica.
Perché ognuno si assuma le responsabilità della istituzione che rappresenta, come socio azionista di maggioranza confermo all'avvocatessa Alessia De Finis la mia fiducia avendo la certezza che i soldi che Bar.S.A. S.p.A. spende per i servizi vengono investiti con rigore, nel pieno rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici e che non vengono distribuiti secondo logiche discrezionali o malversazioni.
Invito De Finis ad andare avanti in tutti i sensi a difesa della sua onorabilità e del suo gravoso compito e a non lasciarsi intimidire da nessuno.
Inoltre, considerato che la Bar.S.A. è di tutti i cittadini e merita molta attenzione, per affermare e verificare la massima trasparenza delle attività di gestione della Bar.S.A. sono pronto per parte mia ad ogni forma di dialogo che sia scevro da pregiudizi di natura personale, politica e sindacale».
«Conveniamo tutti che sindacato e relazioni sindacali sono una cosa seria perché attengono alla vita del lavoratore, della sua famiglia, della dignità personale e di quella aziendale. Proprio per tali ragioni non si devono assumere atteggiamenti rancorosi.
La domanda da porsi è la seguente: è giusto rivendicare il diritto alla massima trasparenza? Su questo nulla da dire, anzi. Allora perché la CGIL continua a parlare strumentalmente di bonus, ingenerando nella pubblica opinione e tra i lavoratori i sospetti di attività discriminatorie e arbitrarie quando sono invece incentivi all'esodo volontario dei lavoratori anziani, in seguito al quale si può dare lavoro ai giovani anche in ossequio al principio della economicità? Dare lavoro ai giovani non è forse un obiettivo del sindacato?
Apprezzo molto la CGIL e la ringrazio per la lezione sulla cultura patriarcale. Giustamente ci ricorda che il patriarcato si fonda sull'idea di un controllo maschilista verticale, asimmetrico e insindacabile. Temo però che il nostro macho sindacalista segretario provinciale non accetti l'idea che, nelle relazioni sindacali, debba confrontarsi con una donna sulle cui spalle pesa la responsabilità di trecento tra lavoratori e lavoratrici di un servizio ad alta complessità come quello dell'igiene pubblica.
Perché ognuno si assuma le responsabilità della istituzione che rappresenta, come socio azionista di maggioranza confermo all'avvocatessa Alessia De Finis la mia fiducia avendo la certezza che i soldi che Bar.S.A. S.p.A. spende per i servizi vengono investiti con rigore, nel pieno rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici e che non vengono distribuiti secondo logiche discrezionali o malversazioni.
Invito De Finis ad andare avanti in tutti i sensi a difesa della sua onorabilità e del suo gravoso compito e a non lasciarsi intimidire da nessuno.
Inoltre, considerato che la Bar.S.A. è di tutti i cittadini e merita molta attenzione, per affermare e verificare la massima trasparenza delle attività di gestione della Bar.S.A. sono pronto per parte mia ad ogni forma di dialogo che sia scevro da pregiudizi di natura personale, politica e sindacale».
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