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Eventi
"No al DDL sulla violenza sessuale" in piazza, a Barletta, la Cgil Bat
In unione al centro antiviolenza e a tante altre attiviste di associazioni, la Cgil Bat si oppone al testo riscritto dalla senatrice Bongiorno
Barletta - domenica 15 febbraio 2026
16.37 Comunicato Stampa
A Barletta la Cgil Bat insieme al centro antiviolenza, tante altre attiviste di associazioni e a movimenti per dire NO al DDL sulla violenza sessuale, riscritto dalla senatrice Giulia Bongiorno, che cancella il concetto di "consenso" dall'art. 609 bis del Codice Penale.
Il nuovo testo base non è ancora legge e per questo, occorre la voce delle cittadine e dei cittadini, perché torni - durante il dibattito parlamentare - ad essere quello condiviso ed approvato, alla Camera dei Deputati lo scorso novembre 2025.
Le modifiche apportate sostituiscono il "consenso libero e attuale" con il "dissenso", per esprimere la volontà contraria all'atto sessuale. L'Italia ha compiuto passi in avanti, rispetto alla legislazione per contrastare la violenza sulle donne, ma questo intervento finisce con il mettere in discussione anche, il recepimento della Convenzione di Istambul, ratificata dall'Italia con la legge 77 del 27 giugno 2013 e che, proprio il "consenso", mette al centro della definizione di violenza sessuale, riconoscendola come violazione dei diritti umani.
Abbandonare il concetto di "consenso" per quello di "dissenso", significa che le donne saranno ancora una volta sul banco delle imputate. Significa assistere ancora, a quello che va sotto il nome di "vittimizzazione secondaria", quel trauma aggiuntivo subito dalle vittime di violenza. Una sorta di colpevolizzazione, che ritroviamo nella narrazione degli episodi di violenza, nei casi di femminicidio, nei commenti quando segnaliamo le molestie e le discriminazioni di genere.
A Barletta il sit-in in Piazza Caduti del Lavoro con il segretario generale della Cgil Bat Michele Valente, i componenti di segreteria Rosa Sgaramella e Domenico Spera.
Il nuovo testo base non è ancora legge e per questo, occorre la voce delle cittadine e dei cittadini, perché torni - durante il dibattito parlamentare - ad essere quello condiviso ed approvato, alla Camera dei Deputati lo scorso novembre 2025.
Le modifiche apportate sostituiscono il "consenso libero e attuale" con il "dissenso", per esprimere la volontà contraria all'atto sessuale. L'Italia ha compiuto passi in avanti, rispetto alla legislazione per contrastare la violenza sulle donne, ma questo intervento finisce con il mettere in discussione anche, il recepimento della Convenzione di Istambul, ratificata dall'Italia con la legge 77 del 27 giugno 2013 e che, proprio il "consenso", mette al centro della definizione di violenza sessuale, riconoscendola come violazione dei diritti umani.
Abbandonare il concetto di "consenso" per quello di "dissenso", significa che le donne saranno ancora una volta sul banco delle imputate. Significa assistere ancora, a quello che va sotto il nome di "vittimizzazione secondaria", quel trauma aggiuntivo subito dalle vittime di violenza. Una sorta di colpevolizzazione, che ritroviamo nella narrazione degli episodi di violenza, nei casi di femminicidio, nei commenti quando segnaliamo le molestie e le discriminazioni di genere.
A Barletta il sit-in in Piazza Caduti del Lavoro con il segretario generale della Cgil Bat Michele Valente, i componenti di segreteria Rosa Sgaramella e Domenico Spera.
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