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Attualità

Nasce l’Osservatorio Nazionale sugli Errori Giudiziari

Ne fa parte il barlettano Antonio Corvasce, socio fondatore del CONPEF

Ieri 11 novembre 2025 è stato presentato in conferenza stampa al Senato nella Sala Caduti di Nassyrya l'Osservatorio Nazionale sugli Errori Giudiziari. "L'obiettivo – sottolinea la Coordinatrice dell'Osservatorio Nazionale e Promotrice della Norma UNI 11822:21 - Criminalisti Dott.ssa Anna Rita Costantino – è creare un punto di riferimento stabile che unisca scienza e diritto, restituendo rigore e credibilità alla prova tecnica, in difesa dei diritti di tutti."

"Nel panorama giudiziario contemporaneo la scienza è diventata opinione. L'Osservatorio vuole riportare il metodo scientifico al centro del processo, come garanzia di verità e di tutela dei diritti fondamentali", afferma il presidente Dott. Francesco Matranga. "Soltanto una Verità fondata sui fatti e non sulle opinioni è garanzia di Giustizia", ribadisce il Dott. Antonio Corvasce, socio fondatore del CONPEF ed Esperto Balistico.

L'Osservatorio Nazionale sugli Errori Giudiziari, promosso dal CONPEF – Coordinamento Nazionale Periti ed Esperti Forensi e sostenuto dal Senato della Repubblica, con il contributo del senatore Dario Damiani - che ha creduto nell'iniziativa consentendo di promuovere la stessa in Senato - segna un passo decisivo verso una giustizia più moderna, trasparente e scientificamente fondata. Solo attraverso la verifica metodologica delle perizie e l'adozione di criteri di attendibilità scientifica sarà possibile ridurre il divario tra verità processuale e verità dei fatti, garantendo il diritto di ogni cittadino a un giudizio basato su prove fondate e verificabili.

Missione e obiettivi
L'Osservatorio nasce con la finalità di:
  • monitorare e analizzare i casi di errore giudiziario derivanti da accertamenti tecnici non fondati su basi scientifiche;
  • promuovere la cultura della prova scientifica e la formazione continua dei consulenti tecnici;
  • elaborare linee guida metodologiche per l'attività peritale;
  • collaborare con istituzioni, università e ordini professionali per la definizione di standard condivisi;
  • sostenere la revisione dei processi in cui l'errore tecnico-scientifico abbia inciso sul giudizio di colpevolezza.
Il metodo scientifico come garanzia di giustizia
Le discipline forensi – grafologia, dattiloscopia, antropometria – si fondano su metodologie empiriche basate su osservazione, misurazione e replicabilità.
L'esperto tecnico-forense non deve fornire certezze assolute, ma valutazioni fondate su criteri di falsificabilità e verificabilità, esplicitando limiti, margini di errore e confidenza dei risultati.
La Sentenza Cozzini (Cass. Pen., Sez. IV, n. 43786/2010) ha segnato una svolta: il giudice non può più basarsi sul criterio d'autorità, ma deve verificare la solidità metodologica della perizia.
Solo accertamenti condotti secondo protocolli riconosciuti (ENFSI, UNI) e documentati in modo tracciabile possono essere considerati attendibili.

Il sopralluogo: fondamento dell'indagine giudiziaria
Il sopralluogo rappresenta l'atto più critico e determinante di ogni indagine. È in questa fase che si decide la sorte della prova, poiché ogni elemento trascurato può compromettere irreversibilmente la ricostruzione dei fatti. Casi emblematici della cronaca giudiziaria italiana – da Cogne a Garlasco, da Perugia a Via Poma – mostrano come errori o superficialità nelle prime fasi di rilievo possano generare dubbi, teorie alternative e persino ribaltamenti processuali. "Un sopralluogo ben condotto è silenzioso. Un sopralluogo mal condotto diventa storia giudiziaria." Il metodo, la documentazione e la disciplina operativa costituiscono la prima garanzia di giustizia.

Tecniche forensi tra innovazione e rigore
Le nuove tecnologie – dal riconoscimento facciale ai sistemi AFIS e AI-assisted – aprono scenari di grande potenzialità ma anche di rischio metodologico. Il Facial & Iris Identification Subcommittee del NIST (2025) ha evidenziato un dato significativo: algoritmi che raggiungono il 99,5% di accuratezza in laboratorio mostrano un errore del 9,3% su immagini reali di videosorveglianza.

Per questo, l'approccio ACE-V (Analysis, Comparison, Evaluation, Verification) e le liste FISWG restano lo standard per la comparazione forense, fondando l'analisi sull'esperienza e sulla tracciabilità del giudizio umano.

Anche l'indagine grafica, come tutte le scienze empiriche, non persegue la certezza assoluta ma la verosimiglianza: un'approssimazione alla verità fondata sul metodo, non sull'opinione. Come ricordava Karl Popper, una teoria è scientifica solo se può essere falsificata: la qualità del metodo prevale sulla quantità delle evidenze.

La Norma UNI 11822:2021 – un punto di svolta per la professione
La pubblicazione della Norma UNI 11822:2021, promossa dal CONPEF e dalla Dott.ssa Costantino, rappresenta un traguardo fondamentale per il riconoscimento della figura del perito forense. La norma definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza degli esperti forensi e stabilisce standard comuni di qualità, etica e aggiornamento professionale.

Per i professionisti, essa costituisce un riferimento per la certificazione della competenza; per il sistema giustizia, una garanzia di affidabilità delle consulenze e, quindi, di decisioni più fondate. "La UNI 11822:2021 non è un punto d'arrivo, ma l'inizio di un percorso di evoluzione culturale e professionale. Solo abbracciando il cambiamento potremo consolidare il ruolo del perito forense come presidio di verità e garanzia di giustizia."

Conclusione
L'Osservatorio Nazionale sugli Errori Giudiziari si propone come strumento di raccordo tra scienza, diritto e responsabilità professionale.
Attraverso l'adozione di standard condivisi e la diffusione della cultura della prova scientifica, l'iniziativa mira a rafforzare la fiducia dei cittadini nella giustizia e a promuovere un nuovo paradigma:
una giustizia fondata sui fatti, non sulle opinioni.
  • Giustizia
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