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“Monitoraggio Ambientale”, polemiche dopo il rinvio del Consiglio comunale

Il Forum Salute e Ambiente accusa la giunta Cascella: «Modificato il testo originale della delibera»

"Una serie di incontri di confronto aperti alle forze politiche e alle associazioni al fine di aprire la discussione alla partecipazione collettiva e ragionare sulla proposta di deliberazione per consiglio comunale di iniziativa popolare: era questo ciò che prometteva l'assessore all'ambiente Antonio Divincenzo lo scorso 18 marzo". Scrivono Sabrina Salerno e Alessandro Zagaria del Forum Salute e Ambiente Barletta.

"In quella data il consiglio comunale di Barletta approvava la proposta "Rifiuti Zero" emendata e snaturata, difatti ad oggi lettera morta, rinviando la discussione sulla seconda proposta riguardante il monitoraggio ambientale, entrambe di iniziativa popolare e sottoscritte da più di 1200 cittadini, presentate perciò con più del doppio delle firme rispetto a quelle ritenute necessarie ai sensi dello statuto comunale di Barletta. Dopo otto mesi la richiesta di iniziativa popolare "Monitoraggio Ambientale" compare nell'ordine del giorno della convocazione del prossimo consiglio comunale, il 29 novembre 2016 alle ore 16,00 in prima convocazione ed il 30 novembre 2016 sempre alle ore 16,00 in seconda.

Come nella peggiore tradizione dell'amministrazione Cascella la volontà popolare viene disattesa ed il confronto negato, difatti il testo che il consiglio comunale si appresta a discutere non ha nulla della versione originale presentata dal Forum Salute e Ambiente prima alla cittadinanza poi presso l'Ufficio per le relazioni con il pubblico al fine di approdare in Consiglio Comunale.

Nessun riferimento alle aziende "Timac Agro Italia Spa" e "Buzzi Unicem Spa", né alle dettagliate premesse riguardanti le sostanze tossiche per l'ambiente rilasciate e non adeguatamente misurate e monitorate sul territorio di Barletta, né alla necessità di esplorare la correlazione tra le concentrazioni ambientali degli specifici inquinanti emessi da suddetti impianti soggetti alla direttiva 98/61/CE sulla prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento (IPPC) e le condizioni patologiche della popolazione.

Nessun riferimento all'adozione di azioni e iniziative necessarie alla verifica del piano di monitoraggio e controllo e delle prescrizioni contenute nelle AIA concesse agli impianti IPPC e né, di conseguenza, l'adozione di azioni e iniziative necessarie alla verifica della messa in atto delle migliori tecnologie disponibili (BAT), con riferimento ai documenti BREF e alle valutazioni da effettuarsi a carico degli Enti di controllo pubblici (ISPRA, ARPA Puglia).

Si è voluti citare solo alcuni dei punti eliminati nella nuova proposta di delibera targata sindaco Cascella e assessore all'ambiente Divincenzo, ancora una volta colpevoli di un modus operandi volto a non affrontare responsabilmente la presenza di due impianti quali la Timac Agro, sotto sequestro con facoltà d'uso per violazione delle disposizioni in materia ambientale, omessa bonifica e inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità, e Buzzi Unicem per la quale la Procura di Trani ha richiesto il rinvio a giudizio di 17 indagati per reati di disastro ambientale e falso.

Tutto ciò che l'amministrazione Cascella è stata in grado di partorire è una delibera di autocompiacimento riguardo al suo impegno a tutela di ambiente e salute in seno al Protocollo d'intesa con Provincia BAT, Regione Puglia, ARPA Puglia, ASL BAT e CNN-IRSA.

Difficile considerare, a tal proposito, tardiva la proposta di iniziativa popolare su un monitoraggio ambientale relativo alle due aziende insalubri Timac Agro e Buzzi Unicem. Se è vero che il deposito presso il Comune di Barletta è avvenuto lo scorso dicembre, cioè un mese dopo la stipula del Protocollo d'intesa suddetto, è altrettanto vero e maggiormente rilevante il fatto che il Monitoraggio ambientale proposto dal Forum Salute e Ambiente è il frutto di quel confronto con sindaco e commissione ambiente iniziato nel 2014 e poi interrotto senza alcuna motivazione dall'amministrazione Cascella perciò di gran lunga antecedente oltre che dettagliato e partecipato rispetto a quello di origine istituzionale.

Ritenendo di dover rispettare e tutelare i cittadini di Barletta che hanno sottoscritto un documento che, falsificato, verrà proposto al Consiglio Comunale, ci mobiliteremo per impedire la sua discussione in aula consiliare. A tale impegno seguiranno altre iniziative finalizzate a veder rispettata la volontà popolare ed il diritto ad essere coinvolti nelle decisioni che riguardino la propria salute e l'ambiente in si vive. Riteniamo necessario un cambio di rotta delle modalità di monitoraggio adottate dalla compagine del Cascella che se dovessero rimanere così come sono porteranno ad uno spreco di denaro pubblico, non essendo idonee ad individuare i responsabili dell'inquinamento né a portare all'applicazione del principio «Chi inquina paga!»".
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