
La città
“Le autobiografie degli invisibili. Scrivere storie a narrazione aperta”: il saggio di Giuseppe Lagrasta
Il racconto di sé per uscire dall’ombra delle difficoltà. Domani la presentazione a Barletta
Barletta - domenica 8 novembre 2026
12.44
Grazie alla sua pluriennale esperienza di letterato e pedagogista, che si è altresì dedicato alla filosofia dell'educazione e alla formazione degli adolescenti e degli adulti, Giuseppe Lagrasta ha costruito le fondamenta per il suo saggio 'Le autobiografie degli invisibili': "Lo svolgersi di questa esperienza mi ha consentito di riflettere sul come condividere con i lettori e i formatori i risultati di tale progettazione formativa. L'esercizio della condivisione mi ha portato a riflettere sul valore dell'autobiografia come strumento didattico."
Di fatti l'opera risulta un viaggio nell'esplorazione della natura dei vissuti e delle emozioni che si determinano nel corso dell'azione educativa, rivisitate alla luce della riflessività autobiografica, tra formazione e narrazione, autobiografia e sviluppo dell'intelligenza emotiva. Il 'metodo autobiografico a narrazione aperta' consente ai partecipanti di essere coinvolti e protagonisti nell'ascolto e nella condivisione delle esperienze vissute. Il confronto, tra dialogo e ascolto, valorizza la relazione interpersonale, rendendola efficace.
"Il metodo autobiografico a narrazione aperta sostiene la valorizzazione dell'identità delle persone offese dalla vita e dalla società, persone fragili e abbandonate al loro disagio, che io ho denominato INVISIBILI, e recupera il senso intimo della democrazia delle parole, attraverso la scoperta della propria poesia interiore, cioè rivitalizzazione del sé, (come identità nella sua unicità e irrepetibilità), con strumenti letterari legati alla scrittura diaristica oppure attraverso la scrittura epistolare, i frammenti per appunti, oppure trovare gli spunti per scrivere un breve racconto realistico, ma anche immaginario e fantastico. Per mezzo delle conoscenze dell'alfabeto della 'democrazia delle parole', sarà possibile, contestualmente, consolidare percorsi connessi alla 'democrazia culturale' che consente attraverso il riconoscimento del valore dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica di trovare un punto di riferimento nello studio e nell'approfondimento della Costituzione della Repubblica Italiana." spiega Lagrasta.
Nella sua vita da mediatore didattico, ha avuto modo in prima persona di aiutare qualcuno attraverso il M.A.N.A. (metodo autobiografico a narrazione aperta) consentendo a Lagrasta di costruire percorsi formativi contestualizzati a strategie didattiche innovative che ha applicato e tutt'ora applica nella sua attività di formatore.
Il M.A.N.A. oltre che poter essere di supporto per chi scrive e per chi legge e dare basi per diagnosi, può anche aiutare a creare nuove consapevolezze, affermare sé stessi e le proprie idee, sciogliere gomitoli di pensieri ed emozioni (spesso negativi) soprattutto nelle persone più fragili, adolescenti e adulti in difficoltà: "La scrittura autobiografica è un viaggio nella memoria personale e nella memoria storico-sociale. Il viaggio letterario offre l'opportunità a chi non ha un modo di farsi ascoltare, di scoprire con la propria identità, come crescere, insistere, farsi riconoscere, per condividere e di lottare, di far scoprire agli altri gli strumenti che pone in atto per la propria rivoluzione interiore. La narrazione autobiografica favorisce la propria esplorazione interiore che collegata allo sviluppo del pensiero critico e alla crescita delle competenze arricchisce gli strumenti umani, strumenti capaci di donare spessore umano alle persone che per sfortuna e per coincidenze sbagliate, perdono e sciorinano tra mille difficoltà, lo spessore dell'umanarsi al fine di lottare per obiettivi concreti per vivere il benessere solidale e personale." queste le parole dell'esperto, che possono fare da monito per tutti.
Affinché il M.A.N.A. possa essere messo in pratica e stimolato in soggetti con particolari bisogni e in generale per adulti e ragazzi, c'è bisogno di spazi neutri, in cui il soggetto possa avere libertà di espressione, con il coraggio necessario e senza la paura di sentirsi giudicato. I contesti educativi e relazionali difficili sono gli ambienti in cui sarà possibile applicare il M.A.N.A., fermo restando che sarà necessaria la presenza di un mediatore didattico che possa orientare durante il setting lo sviluppo della grammatica interiore ed emotiva.
"Si legge per crescere, per apprendere esperienze vissute da altri e fare memoria, riflessione e confronto. Invitare alla lettura vuol dire insistere sui valori che la lettura e la scrittura offrono, sia per riscoprire il valore della democrazia delle parole ma anche per riflettere su cos'è la democrazia culturale" conclude Lagrasta con un invito alla lettura e alla riflessione.
Domani sera è prevista la presentazione ufficiale del volume a Barletta, alla presenza dell'autore.
Di fatti l'opera risulta un viaggio nell'esplorazione della natura dei vissuti e delle emozioni che si determinano nel corso dell'azione educativa, rivisitate alla luce della riflessività autobiografica, tra formazione e narrazione, autobiografia e sviluppo dell'intelligenza emotiva. Il 'metodo autobiografico a narrazione aperta' consente ai partecipanti di essere coinvolti e protagonisti nell'ascolto e nella condivisione delle esperienze vissute. Il confronto, tra dialogo e ascolto, valorizza la relazione interpersonale, rendendola efficace.
"Il metodo autobiografico a narrazione aperta sostiene la valorizzazione dell'identità delle persone offese dalla vita e dalla società, persone fragili e abbandonate al loro disagio, che io ho denominato INVISIBILI, e recupera il senso intimo della democrazia delle parole, attraverso la scoperta della propria poesia interiore, cioè rivitalizzazione del sé, (come identità nella sua unicità e irrepetibilità), con strumenti letterari legati alla scrittura diaristica oppure attraverso la scrittura epistolare, i frammenti per appunti, oppure trovare gli spunti per scrivere un breve racconto realistico, ma anche immaginario e fantastico. Per mezzo delle conoscenze dell'alfabeto della 'democrazia delle parole', sarà possibile, contestualmente, consolidare percorsi connessi alla 'democrazia culturale' che consente attraverso il riconoscimento del valore dell'insegnamento trasversale dell'educazione civica di trovare un punto di riferimento nello studio e nell'approfondimento della Costituzione della Repubblica Italiana." spiega Lagrasta.
Nella sua vita da mediatore didattico, ha avuto modo in prima persona di aiutare qualcuno attraverso il M.A.N.A. (metodo autobiografico a narrazione aperta) consentendo a Lagrasta di costruire percorsi formativi contestualizzati a strategie didattiche innovative che ha applicato e tutt'ora applica nella sua attività di formatore.
Il M.A.N.A. oltre che poter essere di supporto per chi scrive e per chi legge e dare basi per diagnosi, può anche aiutare a creare nuove consapevolezze, affermare sé stessi e le proprie idee, sciogliere gomitoli di pensieri ed emozioni (spesso negativi) soprattutto nelle persone più fragili, adolescenti e adulti in difficoltà: "La scrittura autobiografica è un viaggio nella memoria personale e nella memoria storico-sociale. Il viaggio letterario offre l'opportunità a chi non ha un modo di farsi ascoltare, di scoprire con la propria identità, come crescere, insistere, farsi riconoscere, per condividere e di lottare, di far scoprire agli altri gli strumenti che pone in atto per la propria rivoluzione interiore. La narrazione autobiografica favorisce la propria esplorazione interiore che collegata allo sviluppo del pensiero critico e alla crescita delle competenze arricchisce gli strumenti umani, strumenti capaci di donare spessore umano alle persone che per sfortuna e per coincidenze sbagliate, perdono e sciorinano tra mille difficoltà, lo spessore dell'umanarsi al fine di lottare per obiettivi concreti per vivere il benessere solidale e personale." queste le parole dell'esperto, che possono fare da monito per tutti.
Affinché il M.A.N.A. possa essere messo in pratica e stimolato in soggetti con particolari bisogni e in generale per adulti e ragazzi, c'è bisogno di spazi neutri, in cui il soggetto possa avere libertà di espressione, con il coraggio necessario e senza la paura di sentirsi giudicato. I contesti educativi e relazionali difficili sono gli ambienti in cui sarà possibile applicare il M.A.N.A., fermo restando che sarà necessaria la presenza di un mediatore didattico che possa orientare durante il setting lo sviluppo della grammatica interiore ed emotiva.
"Si legge per crescere, per apprendere esperienze vissute da altri e fare memoria, riflessione e confronto. Invitare alla lettura vuol dire insistere sui valori che la lettura e la scrittura offrono, sia per riscoprire il valore della democrazia delle parole ma anche per riflettere su cos'è la democrazia culturale" conclude Lagrasta con un invito alla lettura e alla riflessione.
Domani sera è prevista la presentazione ufficiale del volume a Barletta, alla presenza dell'autore.

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