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Il Collettivo Exit contro «Il 'partito del mattone' in Consiglio comunale»

"Chi ha votato contro non cambi idea"

"Con la bocciatura da parte del Consiglio Comunale dei "Primi adempimenti al Piano urbanistico territoriale tematico/paesaggistico (PUTT/p)" - interviene il Collettivo Exit con Francesco Caputo - nella seduta di consiglio comunale del 16/03/2015 si è aperta, a Barletta, l'ennesima crisi di maggioranza.

In particolare questi primi adempimenti facevano riferimento ad una norma regionale (il sopra citato PUTT/p) vecchia di 15 anni e venivano presentati in consiglio comunale dalla giunta con un'inspiegabile quanto anomala fretta, visto e considerata l'imminente entrata in vigore delle norme tecniche di attuazione (il 23 marzo 2015) del nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR). Pur non interessandoci gli equilibri interni alla maggioranza di centro-sinistra, appare già chiaro come, in un territorio stuprato e logorato da colate di cemento che dagli anni settanta sconvolgono l'assetto urbanistico della città, l'interesse del partito del mattone fosse quello di dotare la città di uno strumento urbanistico che facesse riferimento ad una normativa regionale meno restrittiva del nuovo PPTR. Per tutta risposta il Sindaco Cascella, poco incline al dialogo come già dimostrato nei rapporti con i movimenti locali, ha presentato nella seduta di consiglio comunale del 24 marzo 2015 una mozione con la quale chiedeva il rinnovo della fiducia verso il suo incarico e quello della sua giunta confermando la validità di quegli adempimenti al PUTT/p già bocciati dal Consiglio Comunale nella precedente seduta. Il C.C. ha risposto facendo mancare il numero legale, con un opposizione assente in aula ed una maggioranza spaccata tra Scelta Civica e P.D. che ha votato a favore della mozione, fatta eccezione per i consiglieri Cascella e Ruta, che sono usciti dall'aula come i restanti presenti dopo aver chiesto di emendare e poi ritirare la mozione. Il tutto in un assurdo teatrino che si è protratto fino a notte fonda in cui il Sindaco accusava la Sinistra Unita di opportunismo ed ostruzionismo ed alcuni noti esponenti del PD si esibivano in deliranti discorsi sulla legalità e la partecipazione. Il resto è storia recente, con il sindaco che ha presentato le sue dimissioni.

Queste dimissioni non hanno nulla di reale e concreto ma servono solo al Sindaco Cascella per cercare di mettere in riga chi non condivide il suo operato. Un operato che con le dimissioni meriterebbe un minimo di bilancio visto che sono quasi due anni che Cascella governa questa città con risultati alquanto scarsi. Lui e la sua maggioranza hanno cercato di far passare il messaggio che questa nuova amministrazione avrebbe cambiato rotta rispetto al passato, ma le numerose crisi sociali e ambientali che attanagliano la città sono sempre lì che incombono. Il Sindaco Cascella in nome di un presunto primato della legalità fa finta di prendere posizione su alcune questioni irrisolte ereditate dal recente passato, ma poi non produce sostanzialmente nulla di concreto che potrebbe farci affermare che finalmente si stia cambiando rotta.

L'ultimo caso emblematico è quello che riguarda la questione della discarica di San Procopio dove Cascella nella conferenza di servizi si è opposto al rinnovo dell'autorizzazione per una serie di irregolarità riscontrate. Ebbene a questo non ha fatto seguire nessun provvedimento che desse continuità al parere negativo rilasciato in conferenza di servizi, facendo scivolare pian piano nel dimenticatoio questa vicenda. Oggi a poche settimane dalle elezioni regionali "scopriamo" che il primo cittadino ha fatto una scelta di campo ben precisa, schierandosi apertamente con quella parte di Partito Democratico e di alcune forze della coalizione che sono direttamente espressione di quel partito del mattone che non ama farsi sbarrare il passo e subire passivamente vincoli restrittivi alla loro bramosia di fare profitti con la cementificazione. Rimettere la questione al Consiglio Comunale significa far intendere che la soluzione a questa vicenda può essere trovata solo o con la capitolazione totale di chi dissente dall'operato del Sindaco, magari mettendo fuori dalla propria maggioranza qualche forza politica, oppure sottoscrivendo un documento che salvi la faccia di chi ha osato dissentire e congelando ancora una volta le lotte interne presenti nella coalizione.

Noi crediamo che con le dimissioni in ballo quest'ultima opzione non sia possibile e che chi ha giustamente votato contro in Consiglio Comunale debba portare fino in fondo le proprie scelte. Gli appelli all'unità del centro-sinistra lanciati nelle ultime ore sui social network da quegli esponenti di sinistra unita che hanno votato contro ci sembrano un tentativo disperato di chi non è convinto delle proprie posizioni e ha forse paura di perdere il suo posto nella gestione del potere. Per questi soggetti oggi non ci sono più scuse, restare con questa maggioranza significa ancora una volta avvallare una politica che non è rivolta a soddisfare i bisogni reali di chi subisce gli effetti della crisi economica, ma a garantire gli interessi di quei pochi che da anni tengono in ostaggio l'intera città".
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