Cantiere Lidl
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Contenzioso Lidl-Comune di Barletta, Italia Nostra: "Vicenda che sia monito politico"

La nota dell'associazione su quanto accaduto negli ultimi cinque anni

Lo scorso 24 febbraio il Sindaco del Comune di Barletta ha annunciato alla cittadinanza nel corso di una conferenza stampa nella sala giunta, la definitiva chiusura del contenzioso relativo alla vicenda Lidl, esponendo sommariamente i termini della transazione raggiunta con la società tedesca e annunciando la realizzazione nel sito ex Dipaola - all'interno del quale si è scongiurato l'ennesimo sfregio alla Città – di un anfiteatro.

La APS Italia Nostra non intende entrare nel merito delle scelte politiche su cui si basa la soluzione della vicenda amministrativa, rallegrandosi del fatto che, all'interno del fossato, non sia stato costruito un mostro di cemento, metallo e cristallo destinato al commercio ed il relativo parcheggio a raso, secondo il modello normalmente attuato dalla Lidl.

Allo stato non intende neppure entrare nel merito delle scelte qualitative ed architettoniche del progetto in corso di realizzazione all'interno del sito, su cui ci si esprimerà al momento opportuno, valutando anche i pareri della Soprintendenza. Ciò detto, si accoglie con favore il ringraziamento pubblico fatto dal Sindaco alla scrivente Associazione, non senza formulare qualche appunto.

Italia Nostra, con una sottoscrizione pubblica e autotassandosi per sostenere le spese vive del contenzioso e coadiuvata da tecnici e professionisti facenti parte della società civile, è l'unico soggetto giuridico che si è assunto l'onere (e l'onore) di impugnare in sede giurisdizionale i provvedimenti autorizzatori con cui il Comune di Barletta, con il beneplacito della Soprintendenza di Foggia colpevolmente distratta, aveva dato l'ok per la costruzione del centro commerciale Lidl.

La suddetta iniziativa giudiziaria è stata preceduta da un oneroso ed impegnativo accesso agli atti che ha scoperchiato una realtà a dir poco desolante: lo studio preparatorio del ricorso, nel ripercorrere circa 80 anni di storia amministrativa del "Castello" e di ciò che gli è accaduto intorno nei decenni passati, ha messo in evidenza atti, provvedimenti, storie giudiziarie e strane omissioni che, nel tempo, hanno consentito la costruzione di capannoni industriali confinanti con il fossato, la mancata demolizione degli immobili abusivamente edificati, la sanatoria (nonostante i vincoli ministeriali) degli abusi edilizi perpetrati nel tempo, un condono durato oltre trent'anni, definito, riaperto e modificato in autotutela con la scomparsa della destinazione industriale di buona parte degli immobili esistenti, alcune false rappresentazioni di fatti e circostanze, il rilascio del P.A.U. il cui numero progressivo (n. 1/2020), ne testimonia la unicità nel senso stretto del termine.

Solo dopo la notifica del ricorso (05.07.2021) – è bene ricordarlo – il Comune di Barletta, pressato dall'opinione pubblica e dall'incalzante protesta resa manifesta anche nel corso di una riunione pubblica via web, si è determinata ad annullare in autotutela solo alcuni degli atti impugnati dalla Associazione Italia Nostra costituenti l'asse portante dell'intervento edificatorio, giuste determinazioni dirigenziali del 29.07.2021 n. 1303 e del 04.08.2021 n. 1330. Le date parlano chiaro!

Dunque – per rimettere ordine e rendere un'informazione corretta e veritiera – l'annullamento in autotutela degli atti autorizzatori di quello che si sarebbe tradotto in uno schiaffo alla Storia, prima che alla collettività barlettana, è la diretta conseguenza della concretizzazione di quelle proteste: ovvero l'impugnazione in sede contenziosa da parte dell'Associazione Italia Nostra, degli atti posti in essere dal Comune.

La difesa del Sindaco che, trincerandosi dietro il "non sapevo" o accusando i Dirigenti dell'epoca di averlo tradito (lo ha ripetuto anche durante la sua conferenza stampa), ha giustificato l'inciampo dell'amministrazione, se da un lato gli rende merito, non può servire ad assolverlo.

Gli accadimenti dello scorso 2021 ed il felice epilogo di questi giorni, siano da monito ad un mondo politico e ad amministratori troppo distratti e poco attenti alla tutela del patrimonio storico cittadino: Italia Nostra continuerà a vigilare su quant'altro si farà nel futuro prossimo per scongiurare altri sfregi o tentativi di violenza alla città determinati dalla incultura che caratterizza molte scelte urbanistiche e programmatorie.
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