La notizia della
morte di Vincenzo Dibenedetto ha profondamente colpito la comunità di Barletta. In queste ore si susseguono i messaggi di cordoglio e di vicinanza da parte di istituzioni, esponenti politici e rappresentanti del territorio. Raccogliamo di seguito le principali dichiarazioni.
Senatore Dario Damiani (FI)
«Esprimo il mio più profondo cordoglio per la tragica e prematura scomparsa del giovane operaio che ha perso la vita in un incidente sul lavoro avvenuto ieri a Barletta. È inaccettabile che una vita venga spezzata mentre compiva il proprio dovere quotidiano: ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta dolorosa per la nostra società. In questo momento di immenso dolore sono vicino alla famiglia di Vincenzo, fiducioso che gli inquirenti faranno piena luce sulla dinamica dell'incidente. Con cadenza settimanale, in Senato viene data lettura dei nomi delle vittime che nel nostro Paese continuano ad aggiungersi a questo drammatico elenco. Pensare che tra loro ci sarà anche un nostro giovane concittadino mi colpisce in modo particolare e addolora profondamente. Questa ennesima tragedia ci impone di continuare a investire con determinazione nella cultura della prevenzione e della massima sicurezza all'interno di ogni luogo di lavoro».
Maria Campese - Segretaria nazionale di Sinistra Italiana
«"Di lavoro non si può morire" Un lavoratore di 34 anni è morto a Barletta dopo essere precipitato da un cestello mentre lavorava in un frantoio oleario di via Foggia. Alla sua famiglia, ai colleghi va il mio cordoglio. Spetta a carabinieri e Spesal ricostruire la dinamica. Ma una cosa va detta subito: non è una fatalità. Ogni morto sul lavoro chiama in causa formazione, dispositivi di protezione, organizzazione del lavoro e controlli. In Italia si continua a morire lavorando mentre il governo si limita ai proclami. Servono più ispettori, Spesal con organici adeguati e il reato di omicidio sul lavoro. La sicurezza non è un costo da comprimere: è un diritto».
Carmine Doronzo - Coalizione Civica Barletta
«Un uomo in treno poco fa: "Sara (uso un nome di fantasia per privacy) ha avuto un incidente sul lavoro, ora sto scappando all'ospedale di Barletta, ci vediamo lì". Non so se fosse suo padre, suo marito o un suo amico. Ma ho visto la rabbia e la disperazione nei suoi occhi. Coprattutto mentre aggiungeva: "Non se ne può più, ieri è morto un altro ragazzo caduto nella cisterna di un frantoio". Già, non se ne può più. Un'altra giovane vita spezzata. E non possiamo non pensare a quanti altri incidenti accadono ogni giorno intorno a noi, a persone che cercano soltanto di lavorare per portare il pane a casa. Spesso non fanno notizia perché qualcuno ha deciso che si deve parlare solo dei morti. Invece dovrebbero fare tutti notizia perché ci sia una sollevazione popolare, perché qualcosa cambi prima del prossimo morto. Perché è vero, non se ne può più. E proprio oggi, in questa giornata così triste e dolorosa per la nostra città, dovremmo avere il coraggio di dire che di lavoro non si deve più morire, che servono investimenti, serve l'educazione, serve la volontà politica. Serve mettersi in testa che il profitto non vale più di una vita umana. Alla famiglia di Vincenzo Dibenedetto, di 34 anni, vada tutta la vicinanza e il cordoglio di un'intera comunità».
Marcello Lanotte - Consigliere regionale di Forza Italia
«Enzo Dibenedetto aveva 34 anni. Se ne è andato lavorando. Oggi Barletta riflette, in silenzio, idealmente accanto alla sua famiglia e ai suoi cari. Ogni morte sul lavoro è una ferita che riguarda tutti noi e ci fa comprendere la sterilità delle contrapposizioni familiari, professionali e anche politiche di fronte ad una giovane vita caduta praticando il diritto/dovere più nobile: quello del lavoro. Riposa in pace, Enzo».
Ruggiero Passero - Per la Puglia
«La morte di Enzo Dibenedetto, a soli 34 anni, lascia sgomenti. Una giovane vita spezzata mentre era al lavoro, una tragedia che colpisce profondamente Barletta e l'intera comunità. Di fronte a un dolore così grande, le parole sembrano sempre insufficienti. Il mio pensiero va alla famiglia di Enzo, ai suoi cari, agli amici e a quanti oggi piangono una perdita tanto improvvisa quanto ingiusta. A loro rivolgo la mia più sincera vicinanza e il mio cordoglio. Non ci si dovrebbe mai salutare andando al lavoro. E nessuna famiglia dovrebbe vivere un dolore come questo»
Barletta Calcio
«Una tragedia che lascia attonita tutta la città. La SS Barletta 1922 si unisce al dolore della famiglia Dibenedetto per la scomparsa del caro Vincenzo. Lo ricordiamo con questa foto al fianco di mister Massimo Paci, nella festa promozione dello scorso 19 aprile. Onoriamo la sua memoria nel giorno della trasferta a Casarano».