
Associazioni
Cianci: «Quanto vale per le istituzioni la salute dei cittadini?»
La nota del presidente del comitato Operazione Aria Pulita Bat
Barletta - lunedì 16 marzo 2026
22.57 Comunicato Stampa
«Quella di stasera non è una sorpresa. È l'ennesima, intollerabile emissione proveniente dallo stabilimento TIMAC, visibile a occhio nudo e documentata da cittadini esasperati che da anni denunciano ciò che respirano ogni giorno. I cittadini che, preoccupatissimi, documentano con foto questa grave situazione aumentano vertiginosamente». Così il presidente del comitato Operazione Aria Pulita Bat, Michele Cianci.
«Non siamo più davanti a episodi isolati. Siamo davanti a una sistematica normalizzazione del rischio sanitario. Ancora più grave è il silenzio istituzionale che continua a circondare la vicenda delle cosiddette "polveri rosse": I campioni analizzati da ARPA Puglia, i cui esiti risultano da tempo depositati presso la Procura della Repubblica di Trani, senza che sia stata data alcuna comunicazione pubblica, obbligatoria come per legge e né siano state chiarite eventuali responsabilità.
La popolazione vive in una condizione di incertezza permanente, mentre dati che riguardano la salute collettiva restano di fatto sottratti alla conoscenza dei cittadini.
A ciò si aggiunge un fatto di estrema gravità: l'Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento risulterebbe scaduta da circa due anni, mentre le attività produttive proseguono senza che emergano interventi risolutivi o chiarimenti istituzionali.
È questa la tutela ambientale? È questa la legalità che le istituzioni garantiscono ai cittadini?
Il Comitato Operazione Aria Pulita BAT non si arrenderà mai e denuncia:
- la persistente esposizione della popolazione a emissioni industriali visibili e preoccupanti;
- un vuoto informativo inaccettabile sugli esiti delle analisi ambientali;
- una possibile grave irregolarità sul piano autorizzativo;
- una inerzia istituzionale che rischia di tradursi in responsabilità politiche, amministrative e morali.
Non si può continuare a chiedere fiducia ai cittadini mentre si nega ovvero si nasconde loro la verità. La salute non può essere subordinata agli interessi economici. La tutela ambientale non può essere ridotta a mera formalità burocratica.
Oggi, a dieci anni dalle continue lotte, la domanda è una sola, netta e senza più attenuanti: Quanto vale la salute dei cittadini per le istituzioni? Se non arriveranno risposte immediate e concrete, il Comitato valuterà ogni iniziativa pubblica, civile e giudiziaria a tutela della comunità. Questo comunicato è inviato per conoscenza alla Procura della Repubblica di Trani. Il tempo della tolleranza è del silenzio è finito. Il tempo della responsabilità è adesso».
«Non siamo più davanti a episodi isolati. Siamo davanti a una sistematica normalizzazione del rischio sanitario. Ancora più grave è il silenzio istituzionale che continua a circondare la vicenda delle cosiddette "polveri rosse": I campioni analizzati da ARPA Puglia, i cui esiti risultano da tempo depositati presso la Procura della Repubblica di Trani, senza che sia stata data alcuna comunicazione pubblica, obbligatoria come per legge e né siano state chiarite eventuali responsabilità.
La popolazione vive in una condizione di incertezza permanente, mentre dati che riguardano la salute collettiva restano di fatto sottratti alla conoscenza dei cittadini.
A ciò si aggiunge un fatto di estrema gravità: l'Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento risulterebbe scaduta da circa due anni, mentre le attività produttive proseguono senza che emergano interventi risolutivi o chiarimenti istituzionali.
È questa la tutela ambientale? È questa la legalità che le istituzioni garantiscono ai cittadini?
Il Comitato Operazione Aria Pulita BAT non si arrenderà mai e denuncia:
- la persistente esposizione della popolazione a emissioni industriali visibili e preoccupanti;
- un vuoto informativo inaccettabile sugli esiti delle analisi ambientali;
- una possibile grave irregolarità sul piano autorizzativo;
- una inerzia istituzionale che rischia di tradursi in responsabilità politiche, amministrative e morali.
Non si può continuare a chiedere fiducia ai cittadini mentre si nega ovvero si nasconde loro la verità. La salute non può essere subordinata agli interessi economici. La tutela ambientale non può essere ridotta a mera formalità burocratica.
Oggi, a dieci anni dalle continue lotte, la domanda è una sola, netta e senza più attenuanti: Quanto vale la salute dei cittadini per le istituzioni? Se non arriveranno risposte immediate e concrete, il Comitato valuterà ogni iniziativa pubblica, civile e giudiziaria a tutela della comunità. Questo comunicato è inviato per conoscenza alla Procura della Repubblica di Trani. Il tempo della tolleranza è del silenzio è finito. Il tempo della responsabilità è adesso».
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Barletta 







