
Cronaca
Chi era il barlettano Pietro Sciusco, accoltellato a Olbia. «Ragazzo rispettoso e sorridente»
Sui social il ricordo degli amici e tanti messaggi di cordoglio. «Sempre pronto a tendere una mano»
Barletta - giovedì 29 ottobre 2026
12.25
In tanti a Barletta sono rimasti scossi per la notizia della morte violenta di Pietro Paolo Filippo Sciusco, il 42enne originario di Barletta, aggredito e poi accoltellato in corso Umberto a Olbia, lo scorso 27 ottobre. Nella giornata di ieri, i Carabinieri hanno fermato un 30enne egiziano che è stato interrogato nel pomeriggio.
Stando alle prime ricostruzioni, verso le 17 Sciusco avrebbe avuto una discussione con l'uomo che è stato poi fermato. Il divario si sarebbe rapidamente trasformato in una violenta rissa ed il trentenne gli avrebbe inferto più colpi al torace, raggiungendo cuore e polmoni, per poi lasciarlo privo di sensi sul marciapiede. Gli operatori del 118, accorsi sul posto, avrebbero tentato di rianimarlo.
Dopo diversi arresti cardiaci, Sciusco è stato portato d'urgenza all'ospedale San Giovanni Paolo II dove è stato operato. Tuttavia, a causa della gravità delle ferite, ha perso la vita dopo alcune ore. Ieri in tarda mattinata, i Carabinieri hanno individuato il sospettato.
Per molti, ed in particolare per i suoi amici più stretti, Sciusco era una persona generosa e sempre pronta a tendere una mano a chiunque ne avesse bisogno. Spirito libero e animo da viaggiatore, era cresciuto tra Canosa di Puglia e Barletta ed aveva vissuto anche in Francia, prima di stabilirsi, da qualche tempo, in Sardegna. Qui si era sposato ed aveva costruito la sua vita, senza mai rinunciare al suo stile di vita movimentato: si spostava spesso in camper e durante la stagione invernale lavorava negli impianti sciistici.
I suoi amici lo ricordano come un uomo sempre disponibile nel dare supporto a chi era in difficoltà, condividendo sempre quel poco che aveva, nonostante non avesse avuto una vita semplice. Ma tutti concordano su un punto: non era mai stato violento e non si tirava mai indietro.
Tantissimi infatti i messaggi, condivisi sui social, da parte di chi lo aveva conosciuto e gli aveva voluto bene: «Non avrei mai pensato che una mattina, svegliandomi, avrei ricevuto una notizia così triste e brutta. Ci sentivamo quasi ogni giorno. E ora, quando ci scambieremo più i regali per i nostri compleanni e per i nostri Natali, come eravamo abituati a fare? Ora mi piace pensare che, quando alzerò i occhi, vedrò le nuvole formare disegni al tramonto colorati e la tua mano che continua a regalarci emozioni e poesia in questa vita, anche se questa vita ora per me non potrà più essere la stessa».
«Non ci posso credere. Era un ragazzo sempre col sorriso sulle labbra, per niente violento, anzi, un simpaticone», si legge in alcuni commenti sui social. E ancora: «Una notizia che nessuno dovrebbe ricevere: un ragazzo rispettoso e educato, sempre solare e sorridente. Che la terra ti sia lieve».
Stando alle prime ricostruzioni, verso le 17 Sciusco avrebbe avuto una discussione con l'uomo che è stato poi fermato. Il divario si sarebbe rapidamente trasformato in una violenta rissa ed il trentenne gli avrebbe inferto più colpi al torace, raggiungendo cuore e polmoni, per poi lasciarlo privo di sensi sul marciapiede. Gli operatori del 118, accorsi sul posto, avrebbero tentato di rianimarlo.
Dopo diversi arresti cardiaci, Sciusco è stato portato d'urgenza all'ospedale San Giovanni Paolo II dove è stato operato. Tuttavia, a causa della gravità delle ferite, ha perso la vita dopo alcune ore. Ieri in tarda mattinata, i Carabinieri hanno individuato il sospettato.
Per molti, ed in particolare per i suoi amici più stretti, Sciusco era una persona generosa e sempre pronta a tendere una mano a chiunque ne avesse bisogno. Spirito libero e animo da viaggiatore, era cresciuto tra Canosa di Puglia e Barletta ed aveva vissuto anche in Francia, prima di stabilirsi, da qualche tempo, in Sardegna. Qui si era sposato ed aveva costruito la sua vita, senza mai rinunciare al suo stile di vita movimentato: si spostava spesso in camper e durante la stagione invernale lavorava negli impianti sciistici.
I suoi amici lo ricordano come un uomo sempre disponibile nel dare supporto a chi era in difficoltà, condividendo sempre quel poco che aveva, nonostante non avesse avuto una vita semplice. Ma tutti concordano su un punto: non era mai stato violento e non si tirava mai indietro.
Tantissimi infatti i messaggi, condivisi sui social, da parte di chi lo aveva conosciuto e gli aveva voluto bene: «Non avrei mai pensato che una mattina, svegliandomi, avrei ricevuto una notizia così triste e brutta. Ci sentivamo quasi ogni giorno. E ora, quando ci scambieremo più i regali per i nostri compleanni e per i nostri Natali, come eravamo abituati a fare? Ora mi piace pensare che, quando alzerò i occhi, vedrò le nuvole formare disegni al tramonto colorati e la tua mano che continua a regalarci emozioni e poesia in questa vita, anche se questa vita ora per me non potrà più essere la stessa».
«Non ci posso credere. Era un ragazzo sempre col sorriso sulle labbra, per niente violento, anzi, un simpaticone», si legge in alcuni commenti sui social. E ancora: «Una notizia che nessuno dovrebbe ricevere: un ragazzo rispettoso e educato, sempre solare e sorridente. Che la terra ti sia lieve».
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