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Associazioni
Barletta: il teatro della politica senza un progetto politico (e una città senza voce)
La nota dell'associazione In Relazione Con
Barletta - sabato 3 gennaio 2026
12.40 Comunicato Stampa
Dalle rettifiche di luglio fino alla seduta consiliare del 31 dicembre, il dibattito su Piano Casa, aree B5, PUG, ritiro dei provvedimenti e pareri della Consulta Comunale si è ridotto a una sequenza di accuse e controaccuse, senza mai diventare ciò che dovrebbe essere: una discussione pubblica su come governare Barletta, con quali strumenti e con quale progetto di città. La contesa resta tra schieramenti, mentre la domanda decisiva — qual è il progetto per Barletta — continua a non trovare risposta, non da oggi ma da sempre, a prescindere dal colore politico.
Chi oggi critica proviene in gran parte da quel centrosinistra che per anni ha amministrato secondo la stessa grammatica urbanistica che oggi contesta. Nei primi anni Duemila e nel periodo 2010–2013, Programmi di Riqualificazione Urbana e varianti hanno favorito espansioni edilizie e consumo di suolo (emblematico il caso via Pirandello/Patalini). La revisione organica del PUG è arrivata solo nel 2020. Questo significa che sia il centrosinistra prima, sia il centrodestra dopo, hanno governato senza una bussola urbanistica strategica, utilizzando strumenti "di emergenza" — varianti, deroghe, programmi speciali — e producendo non una "città cattiva", ma una città non pensata, priva di una visione complessiva. A Barletta l'urbanistica è stata spesso il luogo in cui pressioni private e debolezza politica si sono incontrate. Lo stesso vale per la partecipazione: evocata da tutti, praticata da nessuno. Mancano percorsi stabili, assemblee deliberative, consulte realmente influenti. La partecipazione resta uno slogan, spesso espressa in un linguaggio che allontana invece di coinvolgere.
Le forze di destra oggi al governo mostrano un'incapacità speculare: atti ritirati, numeri che mancano, conflitti continui. L'urbanistica, che dovrebbe orientare il futuro, è diventata una sequenza di strappi. La politica appare come gestione di equilibri interni, non come costruzione del bene comune.
Il risultato è un vuoto politico: non esiste un progetto che colleghi scelte, metodo e cittadini. Esiste solo una gestione a episodi, in cui il conflitto sostituisce la visione.
Per l'Associazione In Relazione Con non serve un'altra opposizione, ma un'altra politica: non slogan più forti, ma un progetto, un percorso, delle metodologie che dicano dove vogliamo andare, come ci arriviamo e come decidiamo insieme. In questo vuoto si colloca anche parte del mondo associativo e dei comitati, troppo spesso ridotti a prolungamento informale dei partiti. A Barletta non servono associazioni o comitati "amici di qualcuno" o con una casacca politica, ma spazi autonomi di costruzione civica, capaci di produrre contenuti, formulare proposte, controllare le istituzioni e pretendere metodo e visione.
Esiste ancora la possibilità di costruire dal basso, con cittadini non invischiati nella politica dello stallo. Esperienze indipendenti e associazioni studentesche dimostrano che una mobilitazione reale è possibile. Noi ci siamo.
Se la politica ha perso contenuto, allora il contenuto deve tornare a essere prodotto dalla città. Non per sostituire la politica, ma per costringerla, finalmente, a tornare ad esserlo.
Chi oggi critica proviene in gran parte da quel centrosinistra che per anni ha amministrato secondo la stessa grammatica urbanistica che oggi contesta. Nei primi anni Duemila e nel periodo 2010–2013, Programmi di Riqualificazione Urbana e varianti hanno favorito espansioni edilizie e consumo di suolo (emblematico il caso via Pirandello/Patalini). La revisione organica del PUG è arrivata solo nel 2020. Questo significa che sia il centrosinistra prima, sia il centrodestra dopo, hanno governato senza una bussola urbanistica strategica, utilizzando strumenti "di emergenza" — varianti, deroghe, programmi speciali — e producendo non una "città cattiva", ma una città non pensata, priva di una visione complessiva. A Barletta l'urbanistica è stata spesso il luogo in cui pressioni private e debolezza politica si sono incontrate. Lo stesso vale per la partecipazione: evocata da tutti, praticata da nessuno. Mancano percorsi stabili, assemblee deliberative, consulte realmente influenti. La partecipazione resta uno slogan, spesso espressa in un linguaggio che allontana invece di coinvolgere.
Le forze di destra oggi al governo mostrano un'incapacità speculare: atti ritirati, numeri che mancano, conflitti continui. L'urbanistica, che dovrebbe orientare il futuro, è diventata una sequenza di strappi. La politica appare come gestione di equilibri interni, non come costruzione del bene comune.
Il risultato è un vuoto politico: non esiste un progetto che colleghi scelte, metodo e cittadini. Esiste solo una gestione a episodi, in cui il conflitto sostituisce la visione.
Per l'Associazione In Relazione Con non serve un'altra opposizione, ma un'altra politica: non slogan più forti, ma un progetto, un percorso, delle metodologie che dicano dove vogliamo andare, come ci arriviamo e come decidiamo insieme. In questo vuoto si colloca anche parte del mondo associativo e dei comitati, troppo spesso ridotti a prolungamento informale dei partiti. A Barletta non servono associazioni o comitati "amici di qualcuno" o con una casacca politica, ma spazi autonomi di costruzione civica, capaci di produrre contenuti, formulare proposte, controllare le istituzioni e pretendere metodo e visione.
Esiste ancora la possibilità di costruire dal basso, con cittadini non invischiati nella politica dello stallo. Esperienze indipendenti e associazioni studentesche dimostrano che una mobilitazione reale è possibile. Noi ci siamo.
Se la politica ha perso contenuto, allora il contenuto deve tornare a essere prodotto dalla città. Non per sostituire la politica, ma per costringerla, finalmente, a tornare ad esserlo.
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