Interviste consiglio comunale sicurezza
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Politica

«Barletta è una città allo sbando», a margine del consiglio intervengono i genitori di Francesco Diviesti

Ieri duro confronto in aula tra maggioranza e opposizioni: «Servono azioni concrete, non solo parole»

È stata approvata all'unanimità dal consiglio comunale di Barletta una delibera che punta a rafforzare la sicurezza, contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti e tutelare le giovani generazioni. Il delicato punto all'ordine del giorno riguardava, nello specifico, "la richiesta di interventi e azioni urgenti per la tutela delle giovani generazioni, il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti e la salvaguardia dell'immagine della città".A presentare il documento in aula è stata la capogruppo del Partito Democratico Rosa Cascella, che ha dato il via a un confronto acceso ma civile tra le forze politiche. Da un lato la maggioranza, con il sindaco Cosimo Cannito, ha rivendicato gli sforzi finora messi in campo; dall'altro l'opposizione ha chiesto un impegno più incisivo sul fronte della prevenzione e dell'inclusione sociale.

La voce delle opposizioni sul tema sicurezza



«Il problema è serio ma il sindaco Cannito tende sempre a minimizzare, a creare confusione», ha dichiarato Rosa Cascella, evidenziando come la questione superi i confini cittadini: «La città ha dei grossi problemi, non soltanto la città di Barletta, è un problema provinciale». Secondo l'esponente dem, è necessario un cambio di passo anche sul piano delle risorse: «Servono almeno 50mila euro all'anno per avviare attività concrete di antimafia sociale». L'obiettivo, ha aggiunto, è «tranquillizzare i cittadini, soprattutto le giovani generazioni».

Sulla stessa linea il consigliere Carmine Doronzo, che ha accusato la maggioranza di immobilismo: «Siamo stanchi delle chiacchiere. L'immagine della città si difende solo ed esclusivamente con azioni concrete, con stanziamenti maggiori in sicurezza, socialità, prevenzione». Doronzo ha poi sollecitato un cambio di rotta: «La maggioranza dovrebbe assumersi responsabilità e iniziare un nuovo corso, prendendo spunto dalle proposte giunte anche dalle opposizioni».

Fuori dall'aula l'avvocato Cianci con i genitori di Francesco Diviesti



La discussione in aula è stata inevitabilmente segnata anche dal caso di Francesco Diviesti, il giovane trovato senza vita mesi fa in circostanze ancora non chiarite. Fuori dall'aula erano presenti anche i suoi genitori, accompagnati dall'avvocato Michele Cianci. «Capisco che il sindaco voglia nascondere la polvere sotto il tappeto, ma ora non c'è più spazio per la polvere» ha dichiarato il legale, ribadendo come la famiglia sia ancora «in attesa da 4 mesi di capire cosa sia successo a Francesco». Forti le parole anche della madre di Francesco, Mariangela Marzocca: «A noi sembra di essere stati abbandonati dalle istituzioni». E il padre, Carlo Diviesti, ha aggiunto: «Non abbiamo ricevuto nemmeno le condoglianze dell'amministrazione».

La replica del primo cittadino



Dal canto suo, il sindaco Cannito ha espresso vicinanza alla famiglia: «Comprendo il loro dolore». In merito all'operato dell'amministrazione ha sottolineato: «Ho rappresentato punto su punto gli interventi fatti dall'amministrazione comunale, basati anche su un rapporto sinergico con le forze dell'ordine». Pur ammettendo le difficoltà, ha voluto difendere l'immagine della città: «Barletta è una città che vive con le sue contraddizioni, non solo fatta di negatività: di passi avanti ne abbiamo fatti, occorre che i cittadini collaborino con le forze dell'ordine».

E ha concluso: «La squadra Stato c'è, gli operatori della sicurezza lavorano bene, con dedizione e con risultati».
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