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La città
Balneari, estate in chiaroscuro a Barletta: «Il divieto di balneazione per il canale H ci ha penalizzato»
Le parole del dirigente di Assoblaneari, Fedele Boccassini
Barletta - mercoledì 2 settembre 2026
1.59
La stagione balneare a Barletta si avvia verso la conclusione con un bilancio tutto sommato positivo, ma segnato da una flessione delle presenze e dall'impatto del divieto di balneazione disposto a luglio a causa dell'inquinamento del canale H. A tracciare un primo bilancio è Fedele Boccassini, dirigente nazionale di Assobalneari-Confindustria: «Il divieto di balneazione imposto per l'inquinamento del canale H ci ha penalizzato, ma alla fine posso dire che la stagione è andata relativamente bene».
Secondo Boccassini, la riduzione delle presenze ha riguardato sia gli stabilimenti balneari sia le attività collegate, come quelle di somministrazione. A pesare sarebbe soprattutto la situazione economica generale. «C'è stata sicuramente una flessione nelle presenze in modo generalizzato – spiega – perché la crisi economica ha colpito un po' in tutta Italia e anche in questo territorio». A contenere le perdite hanno contribuito gli abbonamenti stagionali, mentre il turismo straniero resta ancora limitato e concentrato soprattutto nel mese di agosto.
Sul fronte del divieto di balneazione, Boccassini sottolinea come le conseguenze siano andate oltre il tratto di spiaggia direttamente interessato, quello antistante il canale H. L'ordinanza, in vigore dal 18 al 31 luglio, avrebbe infatti alimentato una diffidenza più generalizzata nei confronti del mare di Barletta. «Il divieto di balneazione era relativo a un tratto di spiaggia – afferma – ma anche dopo la revoca dell'ordinanza sindacale la diffidenza sul fatto che il mare fosse inquinato è rimasta, non soltanto tra i barlettani ma anche tra chi arrivava dai comuni limitrofi». Una situazione che, secondo il dirigente di Assobalneari, ha prodotto soprattutto nei fine settimana «un netto decremento» delle presenze negli stabilimenti.
Il caldo di questi primi giorni di settembre difficilmente, però, permetterà di recuperare il terreno perso. «La parte finale della stagione, da sempre, comincia ad arrivare superato il 20, massimo il 24 agosto – osserva Boccassini – e da queste date c'è un decremento significativo». Resta poi il tema del rapporto tra Barletta e turismo balneare. Per Boccassini, la città continua a essere percepita prevalentemente come una destinazione culturale e non come una vera e propria meta balneare. «Il 90% dei turisti che vengono a Barletta vengono per altri motivi», sottolinea, citando tra gli attrattori il Castello, la Cattedrale, Canne della Battaglia e De Nittis. Da qui la necessità, secondo il dirigente di Assobalneari, di una strategia turistica più ampia e condivisa. «Bisognerebbe capire Barletta che cosa vuole essere. Ci sono anche tanti eventi che portano gente a Barletta per un giorno, ma questo non cambia assolutamente nulla. Danno il sold out probabilmente in quel giorno nei B&B, ma nella sostanza non cambiano nulla, perché manca una visione».
Secondo Boccassini, la riduzione delle presenze ha riguardato sia gli stabilimenti balneari sia le attività collegate, come quelle di somministrazione. A pesare sarebbe soprattutto la situazione economica generale. «C'è stata sicuramente una flessione nelle presenze in modo generalizzato – spiega – perché la crisi economica ha colpito un po' in tutta Italia e anche in questo territorio». A contenere le perdite hanno contribuito gli abbonamenti stagionali, mentre il turismo straniero resta ancora limitato e concentrato soprattutto nel mese di agosto.
Sul fronte del divieto di balneazione, Boccassini sottolinea come le conseguenze siano andate oltre il tratto di spiaggia direttamente interessato, quello antistante il canale H. L'ordinanza, in vigore dal 18 al 31 luglio, avrebbe infatti alimentato una diffidenza più generalizzata nei confronti del mare di Barletta. «Il divieto di balneazione era relativo a un tratto di spiaggia – afferma – ma anche dopo la revoca dell'ordinanza sindacale la diffidenza sul fatto che il mare fosse inquinato è rimasta, non soltanto tra i barlettani ma anche tra chi arrivava dai comuni limitrofi». Una situazione che, secondo il dirigente di Assobalneari, ha prodotto soprattutto nei fine settimana «un netto decremento» delle presenze negli stabilimenti.
Il caldo di questi primi giorni di settembre difficilmente, però, permetterà di recuperare il terreno perso. «La parte finale della stagione, da sempre, comincia ad arrivare superato il 20, massimo il 24 agosto – osserva Boccassini – e da queste date c'è un decremento significativo». Resta poi il tema del rapporto tra Barletta e turismo balneare. Per Boccassini, la città continua a essere percepita prevalentemente come una destinazione culturale e non come una vera e propria meta balneare. «Il 90% dei turisti che vengono a Barletta vengono per altri motivi», sottolinea, citando tra gli attrattori il Castello, la Cattedrale, Canne della Battaglia e De Nittis. Da qui la necessità, secondo il dirigente di Assobalneari, di una strategia turistica più ampia e condivisa. «Bisognerebbe capire Barletta che cosa vuole essere. Ci sono anche tanti eventi che portano gente a Barletta per un giorno, ma questo non cambia assolutamente nulla. Danno il sold out probabilmente in quel giorno nei B&B, ma nella sostanza non cambiano nulla, perché manca una visione».
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