
La città
Progetto "Housing First" a Barletta, botta e risposta tra Cannito e residenti di Borgovilla
Inclusione sociale, la struttura in via Paparella ospiterà individui in condizioni di marginalità estrema
Barletta - lunedì 15 giugno 2026
19.34
Le parti dovranno riaggiornarsi per capire se sarà possibile trovare un compromesso o se si procederà con l'opera prevista, poi «ognuno si prenderà le proprie responsabilità». La parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, in via Barberini, ha ospitato un confronto tra il sindaco di Barletta Cosimo Cannito e i residenti del quartiere, con questi ultimi che hanno manifestato il loro dissenso nei confronti del progetto "Housing First", che interesserà via Paparella e l'intero quartiere in cui è avvenuto il dibattito.
L'iniziativa prevederà la nascita di una struttura che punta all'inclusione sociale, ospitando individui in condizioni di marginalità estrema. L'obiettivo è quello di inserirli nei contesti culturali e professionali della città, seguendoli in un percorso specifico di integrazione.
Tra i cittadini, però, c'è del timore: «Non abbiamo nulla contro queste persone – spiega Vincenzo Caporusso in rappresentanza dei residenti, in particolare quelli di via Paparella, dove sorgerà la struttura – ma non abbiamo le giuste garanzie da parte dell'amministrazione comunale. Non sappiamo chi verrà ospitato e come verrà seguito, i residenti non percepiscono l'adeguata sicurezza in relazione a questa iniziativa. Ci aspettavamo che venissero ascoltate prima le esigenze del quartiere, come la nascita di un'area verde attrezzata o un campetto da calcio per i nostri bambini, invece nulla di tutto questo».
Clima non sempre disteso durante il dibattito, con Cannito che ha spiegato l'origine e la funzione del progetto: «Sarà gestito da una cooperativa e seguiranno persone senza fissa dimora, previa verifica dei requisiti necessari per accedervi. Si tratta di individui che sono già sotto l'ala del Comune e presto entreranno in struttura: già ora, alcuni di loro sono già riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro. Ci riaggiorneremo, ma spero che i residenti comprendano il valore di questa opportunità per queste persone e per tutto il quartiere».
Sull'area verde, invece, il primo cittadino è perentorio: «È un'area edificabile e non adibita a verde pubblico, abbiamo seguito gli step con gli uffici tecnici. Se non rispondesse ai criteri per la costruzione, non avremmo potuto iniziare le operazioni. Credo in questo progetto, poi verranno fatte le valutazioni su come andrà e ognuno si prenderà le proprie responsabilità».
L'iniziativa prevederà la nascita di una struttura che punta all'inclusione sociale, ospitando individui in condizioni di marginalità estrema. L'obiettivo è quello di inserirli nei contesti culturali e professionali della città, seguendoli in un percorso specifico di integrazione.
Tra i cittadini, però, c'è del timore: «Non abbiamo nulla contro queste persone – spiega Vincenzo Caporusso in rappresentanza dei residenti, in particolare quelli di via Paparella, dove sorgerà la struttura – ma non abbiamo le giuste garanzie da parte dell'amministrazione comunale. Non sappiamo chi verrà ospitato e come verrà seguito, i residenti non percepiscono l'adeguata sicurezza in relazione a questa iniziativa. Ci aspettavamo che venissero ascoltate prima le esigenze del quartiere, come la nascita di un'area verde attrezzata o un campetto da calcio per i nostri bambini, invece nulla di tutto questo».
Clima non sempre disteso durante il dibattito, con Cannito che ha spiegato l'origine e la funzione del progetto: «Sarà gestito da una cooperativa e seguiranno persone senza fissa dimora, previa verifica dei requisiti necessari per accedervi. Si tratta di individui che sono già sotto l'ala del Comune e presto entreranno in struttura: già ora, alcuni di loro sono già riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro. Ci riaggiorneremo, ma spero che i residenti comprendano il valore di questa opportunità per queste persone e per tutto il quartiere».
Sull'area verde, invece, il primo cittadino è perentorio: «È un'area edificabile e non adibita a verde pubblico, abbiamo seguito gli step con gli uffici tecnici. Se non rispondesse ai criteri per la costruzione, non avremmo potuto iniziare le operazioni. Credo in questo progetto, poi verranno fatte le valutazioni su come andrà e ognuno si prenderà le proprie responsabilità».
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