
Attualità
Pappagalli verdi, Coldiretti Puglia: «Razzia di frutta e mandorle nella pineta dello Sterpeto a Barletta»
Va data immediata applicazione alle misure di contenimento del parrocchetto monaco
Barletta - martedì 14 luglio 2026
11.15 Comunicato Stampa
Contro l'invasione dei pappagalli verdi che stanno insidiando campagne e città pugliesi, divorando mandorle e frutta con danni sempre più pesanti per gli agricoltori, serve una stretta della Regione Puglia sul contenimento della specie divenuta invasiva. Coldiretti Puglia denuncia quanto sta accadendo nel territorio di Barletta, dove nella pineta del Santuario della Madonna dello Sterpeto si contano ormai innumerevoli nidi e intere colonie di parrocchetti, sempre più presenti anche nelle aree agricole circostanti, dove divorano frutta e mandorle.
I pappagalli verdi spaccano il guscio legnoso ed estraggono con la lingua il frutto delle mandorle, staccando i frutti o lasciandoli danneggiati sugli alberi. Attualmente in Puglia sono coltivati 19.428 ettari a mandorlo, pari al 35% della superficie nazionale, con una produzione di oltre 264mila quintali di mandorle, circa un terzo del totale italiano, mentre i danni si estendono anche a ciliegi, albicocchi, fichi e ad altre produzioni frutticole.
Va data immediata applicazione alle misure di contenimento del parrocchetto monaco e delle prime linee di indirizzo per il controllo e la rimozione dei nidi sul territorio regionale. Con l'accordo tra Regione Puglia e Università di Bari sono state approvate le prime linee operative per la gestione delle popolazioni di parrocchetto monaco in Puglia, con particolare riferimento alla rimozione dei nidi nelle situazioni di criticità. Le linee guida, elaborate con il supporto scientifico del DBBA dell'Università di Bari, definiscono i protocolli di intervento, i criteri di selettività per la tutela della biodiversità autoctona e le modalità di smaltimento del materiale rimosso secondo la normativa sanitaria vigente. Il parrocchetto monaco viene ufficialmente trattato come specie invasiva e la Regione Puglia individua procedure straordinarie per la rimozione dei nidi esclusivamente nei casi di pericolo per la pubblica incolumità, danni alle infrastrutture e alle reti e gravi danni all'agricoltura.
Con la tropicalizzazione del clima – denuncia Coldiretti Puglia – i pappagalli verdi hanno trovato in Puglia condizioni favorevoli alla loro espansione. Dal primo insediamento registrato a Molfetta, la specie ha colonizzato progressivamente città e campagne di Bari, Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Santo Spirito, Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto, Grumo Appula, l'Alta Murgia e ora anche il territorio di Barletta, dove le numerose colonie presenti nella pineta della Madonna dello Sterpeto testimoniano una diffusione sempre più capillare. Si tratta dei parrocchetti monaci della specie Myiopsitta monachus, comparsi con un primo insediamento su un eucalipto nella contrada molfettese Madonna delle Rose, per poi riprodursi rapidamente attraverso grandi nidi multifamiliari.
Fanno il paio con i pappagalli gli storni che colpiscono il settore olivicolo con danni dal 30% a oltre il 60%, soprattutto nelle aree costiere, mentre continua anche l'emergenza granchio blu lungo le coste pugliesi, ricorda Coldiretti Puglia. In Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica e dalle specie invasive – conclude Coldiretti Puglia – dai cinghiali che distruggono le coltivazioni ai lupi e ai cani inselvatichiti, dalle lepri che divorano ortaggi ai cormorani negli impianti di acquacoltura, con danni complessivi che superano i 35 milioni di euro.
I pappagalli verdi spaccano il guscio legnoso ed estraggono con la lingua il frutto delle mandorle, staccando i frutti o lasciandoli danneggiati sugli alberi. Attualmente in Puglia sono coltivati 19.428 ettari a mandorlo, pari al 35% della superficie nazionale, con una produzione di oltre 264mila quintali di mandorle, circa un terzo del totale italiano, mentre i danni si estendono anche a ciliegi, albicocchi, fichi e ad altre produzioni frutticole.
Va data immediata applicazione alle misure di contenimento del parrocchetto monaco e delle prime linee di indirizzo per il controllo e la rimozione dei nidi sul territorio regionale. Con l'accordo tra Regione Puglia e Università di Bari sono state approvate le prime linee operative per la gestione delle popolazioni di parrocchetto monaco in Puglia, con particolare riferimento alla rimozione dei nidi nelle situazioni di criticità. Le linee guida, elaborate con il supporto scientifico del DBBA dell'Università di Bari, definiscono i protocolli di intervento, i criteri di selettività per la tutela della biodiversità autoctona e le modalità di smaltimento del materiale rimosso secondo la normativa sanitaria vigente. Il parrocchetto monaco viene ufficialmente trattato come specie invasiva e la Regione Puglia individua procedure straordinarie per la rimozione dei nidi esclusivamente nei casi di pericolo per la pubblica incolumità, danni alle infrastrutture e alle reti e gravi danni all'agricoltura.
Con la tropicalizzazione del clima – denuncia Coldiretti Puglia – i pappagalli verdi hanno trovato in Puglia condizioni favorevoli alla loro espansione. Dal primo insediamento registrato a Molfetta, la specie ha colonizzato progressivamente città e campagne di Bari, Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Santo Spirito, Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto, Grumo Appula, l'Alta Murgia e ora anche il territorio di Barletta, dove le numerose colonie presenti nella pineta della Madonna dello Sterpeto testimoniano una diffusione sempre più capillare. Si tratta dei parrocchetti monaci della specie Myiopsitta monachus, comparsi con un primo insediamento su un eucalipto nella contrada molfettese Madonna delle Rose, per poi riprodursi rapidamente attraverso grandi nidi multifamiliari.
Fanno il paio con i pappagalli gli storni che colpiscono il settore olivicolo con danni dal 30% a oltre il 60%, soprattutto nelle aree costiere, mentre continua anche l'emergenza granchio blu lungo le coste pugliesi, ricorda Coldiretti Puglia. In Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica e dalle specie invasive – conclude Coldiretti Puglia – dai cinghiali che distruggono le coltivazioni ai lupi e ai cani inselvatichiti, dalle lepri che divorano ortaggi ai cormorani negli impianti di acquacoltura, con danni complessivi che superano i 35 milioni di euro.
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