
Politica
Dimissioni Galiano, Progetto Civico Italia: «Dalle macerie di Trani un monito per Barletta»
La nota di Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella
Barletta - martedì 13 ottobre 2026
19.12 Comunicato Stampa
«La conferma delle dimissioni del Sindaco di Trani, giunta inesorabile allo scadere dei venti giorni previsti dalla legge, non è semplicemente una crisi amministrativa per la città vicina: è la sentenza di condanna definitiva contro un modello politico decrepito e fallimentare». Così i referenti di Progetto Civico Italia - Barletta, Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella.
«Come Progetto Civico Italia, esprimiamo la nostra piena e convinta solidarietà a chiunque, persino dentro i palazzi delle istituzioni, tenti con coraggio di spezzare le soffocanti, "ottocentesche" liturgie di una politichetta d'accatto, fatta di ricatti di bottega, veti incrociati e fame insaziabile di poltrone. A Trani il castello di carte è crollato alla prima prova di governo, dimostrando quanto siano velenose le manovre calate dall'alto dalle segreterie provinciali e regionali. A Barletta diciamo NO con forza a queste alchimie preconfezionate.
Mentre il periodo elettorale si avvicina, si torna a riunirsi a porte chiuse per confezionare a tavolino minestroni politici e spartizioni di potere. Noi queste alchimie da laboratorio le respingiamo senza appello. Non ci interessano i caminetti di partito né i manuali Cencelli, perché a noi sta a cuore qualcosa di infinitamente più grande e sacro: la vita vera dei cittadini barlettani. A noi sta a cuore chi ogni giorno va a fare la spesa e guarda con angoscia un carrello in cui riesce a mettere sempre meno generi di prima necessità, schiacciato da un costo della vita insostenibile mentre la politica si accapiglia sulle nomine, i padri e le madri di famiglia costretti a rinunciare a far studiare i propri figli per mancanza di risorse economiche e che, nei casi più fortunati, devono rassegnarsi alle lacrime nel vederli valigia in mano, costretti ad abbandonare la nostra terra perché qui si preferisce distribuire prebende agli "amici degli amici" anziché creare futuro e lavoro vero, la vivibilità minima e il decoro di ogni singolo quartiere, dalle periferie abbandonate al centro storico, perché non esistono cittadini di serie A e di serie B, la sicurezza urbana, che per noi non è e non sarà mai un tabù! La sicurezza è un diritto fondamentale, soprattutto per i più deboli e per gli anziani, e va pretesa e rafforzata senza ipocrisie, con ogni strumento lecito possibile: dal potenziamento della Polizia Locale al controllo capillare del territorio, fino al ripristino della legalità in ogni strada.
Le soluzioni per i cittadini nascono dalla strada, non dalle segreterie: la guida della città deve essere affidata a competenze reali ed energie della società civile, slegate da qualsiasi diktat o condizionamento esterno. Nessun accordo di facciata stretto solo per vincere un'elezione e sciogliersi tre mesi dopo nel caos. Trani ci insegna che quando si mette la colla dei partiti sopra il vuoto di idee, le comunità crollano. Barletta non può e non deve fare la stessa fine.
Lanciamo un appello accorato a tutte le forze vive, sociali, produttive e a tutti i cittadini liberi della città: mandiamo a casa le oligarchie di palazzo. Rompiamo l'immobilismo e costruiamo insieme un'alternativa vera, libera e autonoma, che rimetta finalmente al centro del governo cittadino i bisogni primari e la dignità del popolo barlettano!»
«Come Progetto Civico Italia, esprimiamo la nostra piena e convinta solidarietà a chiunque, persino dentro i palazzi delle istituzioni, tenti con coraggio di spezzare le soffocanti, "ottocentesche" liturgie di una politichetta d'accatto, fatta di ricatti di bottega, veti incrociati e fame insaziabile di poltrone. A Trani il castello di carte è crollato alla prima prova di governo, dimostrando quanto siano velenose le manovre calate dall'alto dalle segreterie provinciali e regionali. A Barletta diciamo NO con forza a queste alchimie preconfezionate.
Mentre il periodo elettorale si avvicina, si torna a riunirsi a porte chiuse per confezionare a tavolino minestroni politici e spartizioni di potere. Noi queste alchimie da laboratorio le respingiamo senza appello. Non ci interessano i caminetti di partito né i manuali Cencelli, perché a noi sta a cuore qualcosa di infinitamente più grande e sacro: la vita vera dei cittadini barlettani. A noi sta a cuore chi ogni giorno va a fare la spesa e guarda con angoscia un carrello in cui riesce a mettere sempre meno generi di prima necessità, schiacciato da un costo della vita insostenibile mentre la politica si accapiglia sulle nomine, i padri e le madri di famiglia costretti a rinunciare a far studiare i propri figli per mancanza di risorse economiche e che, nei casi più fortunati, devono rassegnarsi alle lacrime nel vederli valigia in mano, costretti ad abbandonare la nostra terra perché qui si preferisce distribuire prebende agli "amici degli amici" anziché creare futuro e lavoro vero, la vivibilità minima e il decoro di ogni singolo quartiere, dalle periferie abbandonate al centro storico, perché non esistono cittadini di serie A e di serie B, la sicurezza urbana, che per noi non è e non sarà mai un tabù! La sicurezza è un diritto fondamentale, soprattutto per i più deboli e per gli anziani, e va pretesa e rafforzata senza ipocrisie, con ogni strumento lecito possibile: dal potenziamento della Polizia Locale al controllo capillare del territorio, fino al ripristino della legalità in ogni strada.
Le soluzioni per i cittadini nascono dalla strada, non dalle segreterie: la guida della città deve essere affidata a competenze reali ed energie della società civile, slegate da qualsiasi diktat o condizionamento esterno. Nessun accordo di facciata stretto solo per vincere un'elezione e sciogliersi tre mesi dopo nel caos. Trani ci insegna che quando si mette la colla dei partiti sopra il vuoto di idee, le comunità crollano. Barletta non può e non deve fare la stessa fine.
Lanciamo un appello accorato a tutte le forze vive, sociali, produttive e a tutti i cittadini liberi della città: mandiamo a casa le oligarchie di palazzo. Rompiamo l'immobilismo e costruiamo insieme un'alternativa vera, libera e autonoma, che rimetta finalmente al centro del governo cittadino i bisogni primari e la dignità del popolo barlettano!»
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