Droga Marijuana
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Cronaca

Coltivavano marijuana, arrestate quattro persone dai Carabinieri di Barletta

L'indagine denominata "pollice verde" si protraeva da giugno scorso. Utilizzavano le rive del fiume Ofanto

All'alba di questa mattina, a Canosa di Puglia, i Carabinieri della Compagnia di Barletta, con l'ausilio di un elicottero e di unità cinofile, hanno dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.i.p. del Tribunale di Trani, dott.ssa Margherita Grippo, su richiesta del pubblico ministero, dott. Marco D'Agostino, nei confronti di altrettanti individui, attivi nel comune ofantino, che dovranno rispondere, in concorso, di produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L'indagine, protrattasi nel periodo compreso tra giugno e settembre dello scorso anno e convenzionalmente denominata "Pollice Verde", ha consentito di documentare con sequestri di stupefacente "[…] la coltivazione di intere piantagioni di marijuana, evidentemente destinata, per la quantità ed estensione delle stesse, al mercato dello spaccio…".

Si tratta di tre personaggi dai numerosi precedenti specifici alle spalle identificati nel 53enne Secondo Boccuto, nel figlio 19enne Daniele e nel 19enne Alessandro Rossignoli che agivano unitamente ad un insospettabile (unico sottoposto agli arresti domiciliari), il 21enne A.F..

L'indagine, improntata principalmente sul numerosi servizi di osservazione e controllo di aree demaniali impervie sulle rive del fiume Ofanto utilizzate per le coltivazioni illegali di stupefacente e dove gli stessi si recavano per "curare" le piantagioni, ha consentito di rinvenire ad agosto e a settembre dello scorso anno, due coltivazioni di "cannabis indica" per complessivi 34 quintali di marijuana.

L'indagine "Pollice Verde" testimonia come la "piazza" di Canosa di Puglia, sotto il profilo dello spaccio di sostanze stupefacenti, ha assunto, specie negli ultimi anni, un ruolo di indiscutibile livello. Tratti in arresto i quattro, ad eccezione del sottoposto agli arresti domiciliari, sono stati associati presso la casa circondariale di Trani.
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