
Politica
Circolo Franco Dambra di Sinistra Italiana – Avs: «Mini-rimpasto di fine mandato, atto propagandistico»
Il Circolo critica il metodo delle nuove nomine e la redistribuzione delle deleghe
Barletta - giovedì 15 ottobre 2026
12.32 Comunicato Stampa
Il «mini-rimpasto» della giunta Cannito finisce nel mirino di Sinistra Italiana – AVS, che contesta le nuove nomine e la redistribuzione delle deleghe a pochi mesi dalle elezioni comunali. Di seguito il testo integrale:
«Il sindaco Cannito ha varato il mini-rimpasto di fine mandato con la nomina di due nuove assessore. Non ci interessa entrare nel gossip su chi ha preso cosa e chi ha perso cosa. Quello lo lasciamo ai corridoi del Palazzo. A noi interessa una cosa: il metodo e il merito. E sono entrambi disastrosi.
A otto mesi dal voto delle Elezioni Comunali, nominare due assessori ci appare un atto puramente propagandistico. Non c'è un atto di indirizzo politico che spieghi alla città perché Cannito riassetta la giunta sul piano numerico ma con un'inspiegabile ridistribuzione delle deleghe a pochi mesi dalla scadenza naturale. La città non ha bisogno di numeri, ha bisogno da quasi cinque anni di risposte.
Quello che pone seri dubbi di tenuta amministrativa è appunto la redistribuzione inspiegabile di deleghe strategiche tra gli assessori uscenti. Ci chiediamo e chiediamo al Sindaco: con quali criteri oggettivi si è proceduto a cambiare e spostare deleghe di una certa rilevanza, quali ad esempio il welfare? C'è stata realmente una valutazione dei risultati ottenuti finora nei settori sociali? Perché un assessore che fino a ieri era ritenuto idoneo per una delega delicatissima oggi non lo è più?
La sensazione netta è che non esista alcun reale criterio, solo un'attribuzione di facciata non certo di competenza, merito e risultato.
Ma il fatto politico, gravissimo, su cui Cannito tace, è un altro. Ci risulta che prima di arrivare a queste due nomine, il Sindaco abbia offerto l'incarico di assessore ad alcuni consiglieri comunali di maggioranza, che hanno rifiutato. Per quali motivi non è dato sapere, ma è evidente che è la certificazione del fallimento politico di questa amministrazione. Quando i tuoi stessi consiglieri comunali dicono di no a un assessorato a otto mesi dalle elezioni, significa che non c'è più una maggioranza coesa, non c'è più un progetto, non c'è più fiducia nel sindaco.
C'è solo un gruppo di potere che cerca di arrivare a maggio galleggiando. Barletta in questi quattro anni e mezzo ha visto peggiorare tutti gli indicatori che stanno a cuore alla sinistra: povertà in aumento, raccolta rifiuti nel caos, decoro urbano abbandonato, impianti sportivi chiusi, verde pubblico secco. Più che un "mini-rimpasto" serviva un'ammissione di responsabilità e un atto di umiltà: ammettere che questa esperienza amministrativa è finita.
Sinistra Italiana continuerà la sua battaglia per un'alternativa credibile, sociale ed ecologista, fatta di partecipazione, programma e discontinuità totale con il fallimento dell'amministrazione del sindaco Cannito e del centrodestra».
«Il sindaco Cannito ha varato il mini-rimpasto di fine mandato con la nomina di due nuove assessore. Non ci interessa entrare nel gossip su chi ha preso cosa e chi ha perso cosa. Quello lo lasciamo ai corridoi del Palazzo. A noi interessa una cosa: il metodo e il merito. E sono entrambi disastrosi.
A otto mesi dal voto delle Elezioni Comunali, nominare due assessori ci appare un atto puramente propagandistico. Non c'è un atto di indirizzo politico che spieghi alla città perché Cannito riassetta la giunta sul piano numerico ma con un'inspiegabile ridistribuzione delle deleghe a pochi mesi dalla scadenza naturale. La città non ha bisogno di numeri, ha bisogno da quasi cinque anni di risposte.
Quello che pone seri dubbi di tenuta amministrativa è appunto la redistribuzione inspiegabile di deleghe strategiche tra gli assessori uscenti. Ci chiediamo e chiediamo al Sindaco: con quali criteri oggettivi si è proceduto a cambiare e spostare deleghe di una certa rilevanza, quali ad esempio il welfare? C'è stata realmente una valutazione dei risultati ottenuti finora nei settori sociali? Perché un assessore che fino a ieri era ritenuto idoneo per una delega delicatissima oggi non lo è più?
La sensazione netta è che non esista alcun reale criterio, solo un'attribuzione di facciata non certo di competenza, merito e risultato.
Ma il fatto politico, gravissimo, su cui Cannito tace, è un altro. Ci risulta che prima di arrivare a queste due nomine, il Sindaco abbia offerto l'incarico di assessore ad alcuni consiglieri comunali di maggioranza, che hanno rifiutato. Per quali motivi non è dato sapere, ma è evidente che è la certificazione del fallimento politico di questa amministrazione. Quando i tuoi stessi consiglieri comunali dicono di no a un assessorato a otto mesi dalle elezioni, significa che non c'è più una maggioranza coesa, non c'è più un progetto, non c'è più fiducia nel sindaco.
C'è solo un gruppo di potere che cerca di arrivare a maggio galleggiando. Barletta in questi quattro anni e mezzo ha visto peggiorare tutti gli indicatori che stanno a cuore alla sinistra: povertà in aumento, raccolta rifiuti nel caos, decoro urbano abbandonato, impianti sportivi chiusi, verde pubblico secco. Più che un "mini-rimpasto" serviva un'ammissione di responsabilità e un atto di umiltà: ammettere che questa esperienza amministrativa è finita.
Sinistra Italiana continuerà la sua battaglia per un'alternativa credibile, sociale ed ecologista, fatta di partecipazione, programma e discontinuità totale con il fallimento dell'amministrazione del sindaco Cannito e del centrodestra».
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