Barletta 1922: che Eccellenza sarà?

Tra mutismo “portobelliano”, dubbi sul futuro e tifosi che mollano, ecco le avversarie della prossima stagione

giovedì 16 maggio 2024 10.03
A cura di Cosimo Campanella
C'era una volta Portobello, ossia la celeberrima trasmissione condotta dal compianto Enzo Tortora che andava in onda il venerdì sera su Rai 2, nella quale vi era un gioco che consisteva nel provare a far parlare un pappagallo (Portobello, per l'appunto). Per la cronaca il simpatico pennuto riuscì a biascicare una mezza sillaba solo un paio di volte in sei anni.

Ecco, la speranza è che tifosi e addetti ai lavori che seguono da vicino le vicissitudini della SSD Barletta 1922, e che subiscono sulla loro pelle l'onta di una retrocessione, non debbano aspettare altrettanto per conoscere: non tanto le prevedibili quanto inutili, tardive e irrispettose assunzioni di responsabilità postume, quanto quello che sarà il Barletta che andrà ad affrontare il campionato di Eccellenza pugliese 2024/2025.

Un campionato, quello che andrà ad iniziare in settembre, che sarebbe bene iniziare a programmare sin da subito se non si vogliono risvegliare i tragici fantasmi del Barletta di inizio millennio, quello dei raduni disertati, delle trasferte con le auto private dei calciatori e del famoso Barletta-Cerignola di Coppa Italia non disputatosi perché nessuno in società (o in quel che ne restava dopo la retrocessione dalla Serie D del 2001) sapeva del rifacimento del manto erboso del Puttilli.

Come noto da tempo, il prossimo campionato di Eccellenza pugliese tornerà alla formula del girone unico da venti squadre, e al netto della presenza o meno del Bisceglie impegnato nei playoff nazionali (con Capurso o Taurisano pronte a subentrare in caso di promozione in D dei nerazzurri stellati), protagoniste annunciate saranno senza dubbio squadre come Molfetta, Manduria, Gallipoli, alle quali potrebbero senz'altro aggiungersi possibili outsider come Canosa, Atletico Racale, la solita Unione Calcio Bisceglie (vera e propria bestia nera del Barletta pre Farina) e l'ambizioso neopromosso Galatina.

Ci sembra quindi perfettamente inutile sottolineare che con una concorrenza così agguerrita non sarà certo il blasone, i quattro anni di Serie B, il nuovo Puttilli e l'incessante tifo dei ragazzi della Nord a spingere quello che sarà il Barletta edizione 2024/25 verso un'immediata risalita senza la fine dell'attuale gestione societaria, senza un'adeguata ricostruzione della società e soprattutto senza una rosa allestita per tempo e non sotto Ferragosto, come troppe volte accaduto nella recente storia del calcio biancorosso.

Ma per far questo, ripetiamo, occorre che chi adesso è al timone dell'attuale compagine societaria ponga fine al silenzio "portobelliano" in modo da far capire a tifosi e cronisti di che morte dovrà morire la SSD Barletta 1922, anche perché stando così le cose la passione per i colori biancorossi che tanto aveva fatto parlare di sé in questi ultimi anni, dopo il mesto ritorno in Eccellenza, e come recita un vecchio detto barlettano, è già bella che entrata in chiesa all'interno in una bara…