Morirono in tre sulla bici elettrica sulla Andria-Barletta, condannato a due anni il conducente del furgone

A quattro anni dal tragico incidente arriva la sentenza dopo il processo con rito abbreviato

martedì 23 luglio 2024 11.32
È arrivata lo scorso mercoledì 17 luglio, a quattro anni quasi precisi dal drammatico episodio sulla strada statale 170 Andria-Barletta, la sentenza del processo relativo all'incidente mortale avvenuto all'alba del 15 luglio 2020 in cui persero la vita tre ragazzi di Barletta, Giovanni Pinto, Michele Chiarulli e Pasquale Simone.

I giovani, che stavano percorrendo la statale a bordo di una bicicletta con pedalata assistita, rimasero uccisi dopo lo schianto con un autocarro, un Ducato bianco guidato dal fioraio Giuseppe Vino, barlettano, residente a Trinitapoli.


Secondo quanto emerso dalle ricostruzioni, il furgone e la bicicletta viaggiano nello stesso senso di marcia. Al conducente del mezzo, che procedeva da Barletta verso Andria, fu contestato l'eccesso di velocità.

L'episodio scosse fortemente l'opinione pubblica in quei giorni, vista la dinamica e la giovane età delle vittime.

La sentenza emessa nei giorni scorsi dal Giudice dell'Udienza Preliminare addetto al Tribunale di Trani Dott. Domenico Zeno dispone la condanna dell'imputato – il conducente dell'autocarro che ha investito la bicicletta elettrica - con il rito abbreviato per omicidio stradale alla pena di anni due di reclusione e al risarcimento del danno in favore delle costituite parti civili, ovvero i familiari dei ragazzi difesi rispettivamente dall'avv. Vincenzo Barile (famiglia Pinto), avv. Antonio Gorgoglione (famiglia Simone) e avv. Carmine Di Paola (famiglia Chiarulli).